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Versione completa: Il Drago Invisibile
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kekkomon
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nunval
Allora, dopo un giorno ecco la mia riflessione sul "Drago Invisibile". Premesso che "Elliott il drago invisibile " fu uno dei miti della mia adolescenza e che, quindi, rifarlo sapeva tanto di sacrilegio (complice anche la deliziosa versione italiana curata all'epoca dal mio Comandante de Leonardis, il genio che ha saputo, insieme ad Arnoldo Mondadori, trasfondere nel gusto e nella storia italiana la magia di Walt Disney) mi sono predisposto alla visione senza alcuna aspettativa. Il film mi ha divertito e anche commosso. Non è un blockbuster annunciato, non ci sono talent al doppiaggio ma ottimi professionisti (uno di loro Fabio Boccanera, era la voce del piccolo Peter nel film originale del 1977!) La sceneggiatura non è esente da pecche (impossibile che le guardie forestali non scoprano per sei anni il bambino Pete e quello che è successo ai genitori) ma, con un tratto gentile ed adatto ai più piccoli, riesce a dare almeno in parte quel sapore di magia ad una trama molto semplice. Ecco allora anche tematiche forse scontate ma anche importanti come la famiglia allargata, l'accettazione del diverso, l'amico forse immaginario che ci protegge, l'importanza della figura del nonno, che oggi, forse, tendono ad essere sottovalutate e qui emergono con una certa semplicità ma anche efficacia. Se gli attori professionisti sono abbastanza poco carismatici, un favoloso drago in CGI che ha tutti gli atteggiamenti di un cucciolo di cane ( e chi ha un cane come me entra subito in empatia) e un piccolo protagonista davvero bravo e pronto a meravigliarsi (che bellezza quando i bambini sullo schermo riescono ancora a trasmettere la magia dell'infanzia e a non fare i piccoli adulti mostruosi) riescono a salvare, soprattutto nella seconda parte, il film da una certa mediocrità. Semplice e senza pretese, il drago invisibile potrebbe anche restare nel ricordo molto di più dei remake disneyani che lo hanno preceduto, anche perchè non vuole rifare pedissequamente il vecchio classico ma è un "altro" film. Sarò un vecchio sentimentale ma il volo a dorso di drago è stato sempre uno dei miei sogni e ieri sono riuscito a fantasticare di poterlo fare. Inoltre, e non è poco, la platea dell'UCI di Marcianise era composta di adulti, genitori e piccoli spettatori che si sono divertiti insieme e si vedeva. Troppo spesso mi è capitato di vedere i genitori che mollano i figli nel cinema e vanno a fare spese per riprenderli dopo. Qui non è successo ed è un piccolo miracolo disneyano.
Beast
Appena tornato dalla visione... non mi aspettavo molto e il film ha confermato i miei timori.
Preso a sé stante, sembra una pellicola d'altri tempi, con personaggi e situazioni molto semplici -diciamo pure scialbi-, adatta ai bambini più piccoli per una serata estiva in famiglia - anche se i live action classici Disney degli anni '60-'70 sono realizzati decisamente meglio!
Poi però mi viene inevitabile pensare che "Il drago invisibile" esiste già e mi rendo conto che, al confronto, questo remake merita di finire nel wc. Il motivo principale è che la magia dell'originale viene spazzata via da un impoverimento dei ruoli che grida giustizia. Andata è la simpatica loquacità di Pete, qui in versione quasi muta (forse è meglio così, visto il doppiaggio), andato è il rapporto Pete/Nora costruito per gradi e non con l'accetta, andato è il ruolo di Elliott come sorta di angelo custode, andato è soprattutto il poetico finale (troppo malinconico e inspiegato per le nuove generazioni?). Troviamo, invece, una pletora di personaggi quasi inutili tra cui un villain completamente senza motivazioni (persino suo fratello glielo fa notare), un futuro marito con l'utilità di un manichino, la spina dorsale di un lombrico e che risolve il rapporto Pete/Grace in un lampo -"sarebbe il figlio ideale per te" dice dopo aver visto Pete per la prima volta-, una dottoressa che parlando del suo paziente appena fuggito afferma "Chi?" senza battere ciglio, ecc ecc.
A differenza di Cenerentola e del Libro della Giungla, che hanno proposto riletture dei classici nello spirito dei film originali (pur con i loro difetti), Il Drago Invisibile si colloca più dalle parti di Maleficent per come getta fango sul capolavoro che vorrebbe emulare. Per me può finire nel dimenticatoio.

Voto al film a sé stante: 6
LucaDopp
Beast, secondo me sopravvaluti sia il film originale sia i live action Disney anni '60/'70 in generale.
nipo
Ecco un nuovo film che non entrerà nella mia collezione Disney dopo il mediocre "Cenerentola"! Forse questo ancor più banale, inutile e vuoto del precedente. La Disney ci rifila una minestrina neanche riscaldata, ma proprio tiepidina di banalità e luoghi comuni: dal nonno che "ha visto il drago" ma a cui nessuno crede, alla figlia che non ci crede ma si sa già che si ricrederà e diventerà alleata del draghetto, al quale non sono riuscito ad affezionarmi, avendo davanti solo una copia rivisitata ed impoverita del Falcor di "storia infinita" memoria. Proprio Elliott è il più banale dei personaggi (e ce ne vuole ad esserlo, vista la piattezza del tutto...), e forse anche il più anonimo, con le sue movenze da cane ipertrofico. Ma in generale, quello che mi ha fatto odiare il film è la sua unica e totale banalità. Già dall'inizio si potevano prevedere situazioni e svolgimenti, con personaggi talmente stereotipati da farmi pensare che è impossibile creare veramente una sceneggiatura tanto vuota. A metà film volevo andarmene dalla sala e solo con decisione mi sono imposto di non farlo (anche grazie al fatto che comunque l'ho visto gratis, se avessi anche pagato credo avrei gettato tra le fiamme le matasse di pellicola di questa misera produzione). E alla fine mi sono detto: ma veramente alla disney credono che gli spettatori si bevano una c.....a simile? Neanche un minimo sforzo di creatività. Non parliamo poi di tutto il resto, dalle scenografie alla musica, il tutto si adatta al nulla proposto dalla storia...
Voto: ... e che si può dare se non un 2. Ma a tirarci proprio fuori qualcosa...
Daydreamer
La ragione d'essere di questo film? Non l'ho saputa trovare. Un tempo si diceva un film di casetta ma non è che i draghi siano tanto on demand di questi tempi, e non sono andati neppure al risparmio con effetti speciali ed interpreti. Forse il solo produttore ha voluto realizzare il suo sogno di fan, così che gli altri hanno fatto il loro compitino sufficiente e han portato a casa la pagnotta. Film che ha interiorizzato l'invisibilità del suo titolo e del suo protagonista. Persino le parole per recensirlo svaniscono. Mediocre.
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