Per chi se lo fosse chiesto: no, non è la biografia di Marino Roftl.gif

Recensione Spoiler

Una volta tanto è piacevole poter scrivere bene di qualcosa e non star sempre lì a criticare e demolire.

Sono andato al cinema a vederlo per via della scena della piantina nata su Marte nel trailer, pensavo fosse un film di fantascienza/azione e invece mi sono trovato di fronte ad una fiaba umana che apre il cuore alla speranza.

Il film non è di per sé fantascientifico, si mostra abbastanza realistico in questo: è la storia di una missione umana su Marte in cui, a causa di un incidente, un astronauta viene lasciato a terra (o lasciato a Marte?) perché ritenuto morto. Tutto il resto del film narrerà i tentativi dell'astronauta di rimanere in vita e della Nasa di riportarlo a casa.

Ciò che risulta utopistico non sono tanto le botte di culo di Mark Watney (Matt Damon) ma la sconfitta del cinismo sul pianeta terra, dove le ragioni della politica, del profitto, dell'interesse personale cedono il passo al valore della vita umana e della solidarietà.

Ciò che è incredibile non è tanto la sintesi dell'acqua su Marte o la nascita della vita sullo stesso, ma che la Nasa, una volta appresa la notizia della sopravvivenza di Mark Watney, non insabbiasse la notizia e ammettesse l'errore rendendo così partecipe l'umanità del dramma umano dell'astronauta. Il cuore del film parla di questo, di prendersi a cuore il o un problema dell'altro rendendo possibile il miracolo.

Quello che comanda nel film è il senso della coscienza, di cosa è giusto e cosa non lo è, lo spirito di sacrificio e di pietà.
Tutti decidono di pagare un prezzo per riportare a casa l'astronauta, il vicedirettore perderà il suo posto, il governo spenderà milioni di dollari, la Cina rinuncia alla segretezza di un suo brevetto, il capitano non volerà mai più, il resto della spedizione prolungherà il distacco dai propri affetti familiari e così via.
Il dato meno credibile sono proprio i milioni di dollari e la rinuncia della Cina, ma è forse anche questo lato, forse un po' troppo ottimista ed ingenuo a far sognare, quasi il racconto di un modo ripristinato ai tempi dell'eden perduto, dove tutti sono in funzione del mettersi al servizio degli altri, eppure quasi credibile, chiedendoci per un attimo di spegnere il cinismo e di credere che quello mostrato sia un mondo effettivamente possibile.

È inoltre un film come pochi in cui viene davvero esaltata la libertà umana, dove il salvato dà tutto sé stesso per farcela, non è passivo ad aspettare che siano gli altri a fare qualcosa, non inveisce, non si lamenta, fa.
Era tanto che non passavo 2 ore e 15 minuti così piacevoli al cinema senza annoiarmi.