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Versione completa: Mimì e la Nazionale di Pallavolo
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Fa Belle di Arendelle
C'è bisogno di una presentazione dopo aver letto il titolo? No, ma io la faccio lo stesso; e prolissa, anche, come solgo.

L'anime in questione è tratto dall'omonimo manga Attack NO. 1! (in originale), scritto e disegnato da Chikako Urano e pubblicato sul settimanale Margaret della casa editrice Shūēsha dal 1967 al 1970, considerato il primo shōjo supōkon della storia (tutto chiaro, no?); tratta di pallavolo in quanto all'epoca e per un ventennio buono la squadra femminile giapponese compete con quella sovietica per il titolo di migliore al mondo. La JPop lo pubblica in Italia nel 2011 in un'edizione composta da soli 7 tankōbon tascabili da ben più di trecento pagine l'uno! Un acquisto consigliatissimo se avete tanti soldi da spendere, altrimenti potete anche lasciarlo sullo scaffale della fumetteria; ma in fondo costano appena € 6,50 cadauno. Certo l'elemento più "attraente" del manga è la presenza della gabbia di vignette (un po' come su Topolino, per intenderci), abbandonata dalle autrici shōjo di lì a pochissimi anni (ma perché?!?); è quindi molto interessante riposare gli occhi per un po' su tavole così ariose, pulite ed ordinate, magari dopo aver letto un manga più recente (come quando si guarda un Classico dopo aver visto un seguito DTV). Certo, a parte questo, lo stile lascia parecchio a desiderare, ma è comunque superiore rispetto a quello della serie animata; interessante è anche il fatto che la protagonista adotti nel corso dei capitoli varie acconciature, altro che la solita coda con nastro giallo perennemente presente nel cartone! A livello di sceneggiatura, la trama non si discosta molto da quella più conosciuta, con la differenza che la storia si chiude un anno prima e da qualche altra parte; interessante invece notare che nel manga la protagonista perda delle partite, e anche parecchie! Non dico la metà, ma un terzo sì. Invece nell'anime vince praticamente sempre, com'è giusto che sia. rolleyes.gif Il suddetto celeberrimo adattamento animato, prodotto dallo studio d'animazione Tōkyō Movie Shinsha (che forse ricorderete per il fatto di aver collaborato ad animare DuckTales - Avventure di Paperi), diretto dal mitico Yoshio Takeuchi insieme agli anonimi Satoshi Dezaki (fratello del ben più noto Osamu), Ēji Ōkabe e Fumio Kurokawa con la collaborazione del celebre Masaki Tsuji, musicato dal grande Takeo Watanabe, va in onda su Fuji TV dal 1969 al 1972 ed è composto da ben 104 episodi! Si tratta di un record per una serie animata non suddivisa in stagioni che verrà superato solo da Doraemon. Una curiosità: nel 1972 ne vengono tratti quattro film riassuntivi destinati al cinema, ovviamente (e giustamente, dato che non servono a un piffero) inediti in Italia, che, pur mantenendo esclusivamente spezzoni dagli episodi, li adattano al formato 16:9. Dell'anime in sé e per sé avremo modo di parlare più tardi, per ora ripercorriamone la storia dell'arrivo in Italia. Approda qui da noi molto tardi, nel 1981, intitolato Quella Magnifica Dozzina e trasmesso su varie reti locali; in quanto reti locali, non hanno un'enorme disponibilità economica, perciò si limitano ad acquistarne i primi 26 episodi. La sigla iniziale è un breve motivo fischiettato (sul serio, non cantano) intitolato Evening ed interpretato dalla John Servus Orchestra, mentre quella finale è la canzone preesistente New Toy, cantata in inglese da Lene Lovich. Si segnala che qui la protagonista è chiamata da tutti per cognome, in quanto gli adattatori hanno fatto confusione dato che in Giappone si usa posporre il nome al cognome; Kozue viene così chiamata Ayuhara. Il resto dei nomi sarebbe anche fedele all'originale se non fosse per qualche grossolano errore di traslitterazione (per esempio, Midori diventa Midon, mentre Tsutomu diviene Sutomo). Se il doppiaggio in generale (diretto da Maresa Ward per Fono Roma) è di bassa qualità, è da segnalare che la protagonista è interpretata da niente di meno che Laura Boccanera! La quale, com'è noto, per tutti gli anni '80 si spartisce le protagoniste degli anime con Cinzia De Carolis. Questa maraviglia dura però troppo poco: infatti, dato che la serie riscuote un ottimo successo, l'anno successivo la Fininvest coglie la palla al balzo acquistando tutti gli episodi rimanenti. Il titolo cambia, diventando Mimì e la Nazionale di Pallavolo, la protagonista viene infatti ribattezzata Mimì Ayuhara a causa del successo che quasi contemporaneamente sta riscuotendo l'anime Mimì e le Ragazze della Pallavolo (in originale Ashita e Attack!); la protagonista di questo anime di soli 23 episodi prodotto dalla Nihon Dōga nel 1977 e diretto da (rullo di tamburi...) Fumio Kurokawa si chiama infatti Mimì Miceri (Mimi Hijiri in originale). Ad aumentare ulteriormente la confusione tra i due anime concorre la sigla cantata in entrambi i casi dalla pessima Giorgia Lepore (non c'è da stupirsi che anche questa serie misconosciuta ottenga una seconda sigla, E vai Mimì dei Cartoon Kids). Per quanto riguarda l'adattamento italiano, si tratta di una di quelle serie in cui un gruppo sparuto di doppiatori si spartisce tutti i personaggi: si tratta di Monica Cadueri, Laura Boccanera (evvai!), Gabriella Andreini, Leo Valeriano e Giuliano Santi; il doppiaggio è eseguito presso Richmond Sound. Tornando a noi, la sigla che ci interessa, intitolata La Fantastica Mimì, è composta (male) da Fabio Massimo Cantini, Luigi Lopez e Claudio Maioli, ha i (pessimi) testi di Carla Vistarini e, come dicevamo, è cantata da Georgia Lepore insieme al gruppo Happy Gang. La nuova voce di Mimì/Kozue/Ayuhara è di Beatrice Margiotti; il doppiaggio, eseguito presso la CRC, è diretto da Giovanni Brusatori, che è anche il traduttore dei dialoghi. La trasmissione si conclude nel 1983, gli episodi dal 27 al 104 vengono quindi replicati annualmente ottenendo un ottimo successo, almeno fino all'arrivo di Mila e Shiro - Due Cuori nella Pallavolo (in originale Attacker YOU!) nel 1986, che causa ovviamente la perdita di popolarità della "cugina" più grande; eh, sì, perché per pubblicizzare al meglio il nuovo anime quei furbastri decidono di spacciare Mila Ainara - in originale Yō Hazuki - per la cugina di Mimì Ayuhara! (Non c'entra, ma con questo la Lauretta s'è fatta tutti i cartoni sulla pallavolo! eheheh.gif Purtroppo però la protagonista è doppiata da Barbara De Bortoli...) Tanto per non farci mancare nulla, la serie, prodotta dalla Knack Productions e trasmessa su TV Tōkyō dal 1984 al 1985, conta 58 episodi, è diretta da Kazuyiki Ōkaseko e Masari Sasahiro ed è tratta dall'omonimo manga che, scritto da Shizuo Koizumi e disegnato da Jun Makimura, viene pubblicato dalla meravigliosa Kōdansha nel 1984 sul fenomenale mensile Nakayoshi e conta tre soli tankōbon; in Italia è pubblicato dalla Star Comics nel 2003. Il doppiaggio italiano è eseguito presso la Mops Film e diretto da Willy Moser, mentre i dialoghi sono tradotti da Francesco Vivaldi; la celeberrima sigla è composta dal leggendario Carmelo Ninni Carucci, ha i testi della grandissima Alessandra Valeri Manera ed è cantata dall'impareggiabile Cristina D'Avena. I doppiaggi francese, spagnolo, portoghese e polacco sono interamente basati su quello italiano, arrivando a mantenerne la sigla, che in francese ha i testi della stessa Valeri Manera (e, per chi non lo sapesse, è stata incisa dalla D'Avena in persona, ma poi hanno deciso di farla sostituire da Valérie Barouille, ahinoi!). Nel 2008, in occasione delle Olimpiadi di Pechino, viene realizzato un seguito animato coprodotto con la Cina, diretto dall'abbastanza famoso Tomoharu Katsumata, intitolato NEW Attacker You! e composto da 52 episodi. L'Italia, che lo ribattezza Mila e Shiro - Il Sogno continua, è l'unico paese non asiatico ad esportarlo (sic!), trasmettendolo su Boing nel 2011 con un doppiaggio che, sebbene effettuato presso la milanese Merak Film, restituisce ai due protagonisti le voci originali (Vittorio Guerrieri e la De Bortoli sì, ma niente Lauretta, sigh!), appartenenti al doppiaggio romano, come neanche la versione originale ha fatto. I dialoghi sono tradotti da Elena Sorgato, Fabrizio Castellano e Laura Distretti, mentre il doppiaggio è diretto da Loredana Nicosia wub.gif , Sergio Romanò e Graziano Galoforo. Torna la fantastica Cristina D'Avena a cantare la sigla, composta dal grandioso Cristiano Macrì su testi di Arianna Martina Bergamaschi (sì, proprio lei). Ma, accidenti, stiamo divagando davvero troppo. Come dicevo, nel 1995 a qualcuno lassù alla Mediaset viene la geniale idea di ritrasmettere Mimì, magari ridoppiandolo interamente, in modo da poter finalmente mandare in onda anche i primi 26 episodi. Ecco che la povera Mimì si ritrova con la voce di Federica Valenti; condoglianze. Il doppiaggio, eseguito presso la Deneb Film (dunque milanese) e diretto da Donatella Fanfani, è caratterizzato dall'italianizzazione di tutti i nomi, dalla "modernizzazione" della geografia e dal fatto che la valuta giapponese sia la lira. La nuova sigla, ovviamente interpretata dalla Cristina nazionale e che altrettanto ovviamente ha i testi della Ale, gode purtroppo delle musiche di Valeriano Chiaravalle, il motivo per cui è così tristemente nota.* Come se non bastasse, l'anno successivo ne viene realizzata una versione remixata pubblicata sul disco Cristina D'Avena Dance. In realtà, complice il contemporaneo arrivo da una parte di Sailor Moon e di Caro Fratello e dall'altra di DragonBall e dell'ennesima nuova serie di Lupin III, Mimì non riscuote il successo sperato. Poco male: ci penseranno le repliche degli anni successivi. Repliche che la fanno addirittura approdare su Rai Gulp, dove, pur mantenendo il ridoppiaggio, viene accompagnata dalla sigla della Lepore (schifo per schifo, era meglio la Crì!). Ma ora tralasciamo l'anime e torniamo al manga: è bene ricordare che fra il 1975 ed il 1977 la stessa autrice pubblica un seguito intitolato Shin Attack NO. 1! (dove "shin" significa "nuovo"), pubblicato sempre su Margaret e composto da due soli tankōbon, che narra le nuove vicende dell'ormai adulta campionessa. Compiamo un balzo temporale e giungiamo al 2003, quando il succitato seguito ottiene finalmente una trasposizione animata di cui però si sa poco o nulla; si sa però che viene accompagnata dall'uscita di un pachinko che presenta alcune animazioni inedite, di gran lunga migliori di quelle della serie originale. Nel 2004, dopo aver abbandonato la carriera di mangaka nel 1980, la Urano riprende la penna per sceneggiare un remake della sua opera più celebre, intitolato appunto Attack NO. 1 - Rimēku!, disegnato da Kanon Ōzawa e pubblicato sulla rivista Ribbon, sempre della Shūēsha, e successivamente raccolto in tre volumetti. L'anno seguente ne viene tratto un telefilm composto da appena 11 episodi - lunghi il doppio di quelli di un cartone, però - diretto da Inohara Tatsuzo, Tokuichi Toshiyuki e Tamura Naomi e trasmesso da TV Asahi; curioso notare come Kozue sia interpretata dalla idol Aya Ueto, che un anno prima ha recitato nei panni di Jenny la Tennista. La Urano non si fa più sentire sino al 2013, quando, per celebrare il cinquantesimo anniversario di Margaret, scrive un altro remake (ancora!), intitolato Attack NO. 1 - Grand Challenge Hen! e disegnato da Ryō Azuki, caratterizzato dalla presenza di giocatrici ed allenatori realmente esistenti (sic!). Se foste interessati, è bene sapere che tutti i seguiti e rifacimenti, manga, anime o dorama che siano, non sono mai stati esportati fuori dal Giappone. Non che ne sentiamo la mancanza.



Bene, la brevissima introduzione è terminata. Ora arriviamo a ciò che veramente ci interessa: i DVD. Ebbene sì, si tratta di edizioni da edicola, ma niente pregiudizi! Anzitutto è bene precisare che dovrebbero (ma anche no) essere venduti insieme al Corriere della Sera od alla Gazzetta dello Sport, due giornali che, con la collaborazione della Rizzoli, ormai da dieci anni si impegnano grandemente nell'ambito della cultura popolare, da Topolino Story a... Topolino Story. Dal 2013 si sono allargati al Giappone, pubblicando alcuni anime in DVD: in ordine cronologico si tratta di Ken il Guerriero, Holly e Benji, Sanpē Ragazzo Pescatore, Atlas Ufo Robot Grendizer - Goldrake, Mila e Shiro - Due Cuori nella Pallavolo e Mila e Shiro - Il Sogno continua, alla sua prima uscita in home video. Sono attualmente in corso di pubblicazione Jeeg Robot - L'Uomo d'Acciaio e Rocky Joe, cui si è appena aggiunto Mimì e la Nazionale di Pallavolo. Titoli di tutto rispetto, insomma. Con Mimì siamo attualmente al primo numero, uscito martedì 3 marzo: se volete comprarlo affrettatevi, perché avete solo oggi e domani! Infatti questi lodevoli progetti godono di una pubblicizzazione quasi inesistente, tant'è che anch'io sono venuta a sapere di Mimì solo ieri ed ho dovuto fare il giro di Padova per trovarla (immaginate l'euforia della conducente, cui naturalmente non interessa un accidente). E conviene, perché il prezzo lancio è di € 1,99; la seconda uscita, in edicola da martedì 10, costerà € 5,99, le altre quattordici € 9,99 cadauna. Mi si stringe il cuore al pensiero di non poterle comprare, dato che le mie finanze ammontano a meno di quindici euro dopo la riconferma del triplo abbonamento a Topolino, Grandi Classici e Paperinik Appgrade. Sigh! Comunque, questo è il piano dell'opera. Come dicevo, la pubblicità è pressoché inesistente; ma non è tutto, infatti persino l'enorme plancia cartonata utilissimissimissima per proteggere il DVD da radiazioni e simili riporta la scritta "5 episodi" a caratteri cubitali. In effetti tutte le "prime uscite" precedenti ne contavano tanti. E invece, maraviglia delle maraviglie, ce ne sono sei! w00t.gif E, come potete leggere, nel prossimo numero ben sette. Be', direi che almeno le prime due uscite sono acquisti obbligati per chiunque.
In realtà, comprandolo, mi aspettavo una mezza schifezza. Questo perché l'unica altra iniziativa del genere che avessi seguito era Mila 1, che inizialmente si presenta esattamente come Mimì: stesso formato, stesso contenitore di cartoncino che è l'antitesi della voluminosità e della pesantezza (evvai! per capirci, è analogo a quelli della serie sulla I Guerra Mondiale), stessi 5 episodi previsti (che però con Mila erano davvero cinque), stesso tutto. Ma Mila cosa ci offriva? L'audio italiano, anzitutto. Solo quello. Ora, certo bisogna essere masochisti per voler ascoltare volontariamente un qualsivoglia anime in giapponese (no, non per la lingua, bensì per i doppiatori), ma è una questione di principio: se mi metti una sola traccia audio allora tanto vale una cassetta, grazie. Per quanto riguarda la traccia video, è quella del 1984, senza alcun restauro, quindi piena di macchie nere qua e là che solo i vecchi episodi di Doraemon. La totale assenza di contenuti speciali e sottotitoli passa in secondo piano in questi casi; in compenso con ogni uscita c'era un utillimo libretto con il riassunto degli episodi ed informazioni varie che non interessano a nessuno. Dopo poco ho smesso, decidendo che prima o poi acquisterò l'edizione pubblicata da Yamato nel 2006, che contiene anche tutte le scene tagliate e/o censurate con sottotitoli, oltre ad alcuni contenuti speciali. Abituata ad edizioni un po' più dignitose della Hobby & Work (si pensi a Mermaid Melody, dove l'assenza dell'audio giapponese è più che legittima sotto certi punti di vista; alla fine l'unico punto debole era la presenza di soli tre episodi per DVD), pensavo che tutte queste collane condividessero le medesime caratteristiche. Be', mi sbagliavo. Ironia della sorte, fra tutti questi titoli proprio il più famoso e gradevole ha ricevuto il trattamento peggiore! Invece con Mimì è tutta un'altra storia. E si capisce subito. Da cosa? Dal marchio Yamato Video presente sulla confezione - una garanzia (in effetti, mi pare che, per qualche arcana ragione, con questa collana la Rizzoli c'entri poco o nulla). In effetti si tratta della riedizione praticamente anastatica della mitica edizione per collezionisti del 2007 ad un prezzo più abbordabile. Niente di meno! w00t.gif La sorpresa più gradita non è infatti l'episodio in più, bensì (udite, udite!) la presenza di TUTTI i doppiaggi italiani. Dunque ogni singolo episodio ha quello del 1995, i primi 26 hanno anche quello del 1981 e gli altri tre quarti hanno quello del 1982/83. Almeno in teoria, perché pare che per il quinto episodio ci sia solo il doppiaggio più recente (confermate?). È un peccato, ma dovrò farmene una ragione. Poi ovviamente c'è il doppiaggio giapponese con sottotitoli, ma per ora me ne guardo bene. Giusto una piccola pecca: la traccia video è una soltanto, fortunatamente con scritte italiane, per la precisione quella più recente. Ciononostante il montaggio delle sigle, sia d'apertura sia di chiusura, è quello giapponese con immagini inedite (ma perché? cos'ha di male il collage di spezzoni?), di conseguenza le sigle stesse sono notevolmente tagliate, addirittura a metà parola. dry.gif A proposito delle sigle, al doppiaggio del '95 è stata abbinata quella della D'Avena, mentre è stata usata quella della Lepore anche per il doppiaggio dell'81; niente fischiettii e canzoni preesistenti, dunque. In realtà il risvolto peggiore della presenza di una sola traccia video è che, non importa con quale doppiaggio lo guardi, ti ritroverai sempre con l'anteprima dell'episodio successivo in giapponese sottotitolata perché non è stata mai doppiata quindi te la cucchi così. I contenuti speciali sono pochi ma buoni: versione televisiva della sigla d'apertura giapponese con uno strano montaggio tridimensionale, versione televisiva della sigla della D'Avena in due differenti versioni, quella d'apertura e quella di chiusura (ma in realtà cambia solo il montaggio), spot del negozio della Yamato ché un po' di pubblicità non fa mai male e titoli degli episodi nella loro prima edizione. Per le prossime uscite si confida vivamente nella presenza della versione completa di tutte le sigle possibili e immaginabili, magari anche quella tedesca, intitolata Mila Superstar, il cui sottofondo è, indovinate un po'...? e quella spagnola, che usa la base musicale dell'italiana Vola Mio Mini Pony. Allegato un poster di Mimì; bruttino, ma i regali non si rifiutano mai. Come dicevo, si alterneranno i DVD contenenti sei episodi con quelli che ne presentano ben sette, cosicché li si potrà avere tutti e centoquattro con soli 16 DVD! Altro che Mila e Shiro, le cui due serie contano 110 episodi in totale, ripartiti in 23 DVD da 4 o 5 episodi l'uno; od Ufo Robot, 74 episodi raccolti in 19 DVD che a volte arrivavano a contenerne solo 3, con un massimo di 5 (però bisogna dire che anche questa collana presentava entrambi i doppiaggi italiani, quello storico e quello incompiuto della D/Visual)! La prossima uscita di Mimì avrà in allegato il cofanetto raccoglitore, col solo scopo di aumentare la mia tristezza in maniera esponenziale. Ultimo ma non ultimo, il restauro: semplicemente PER-FET-TO. Sembrerebbe una serie odierna se solo l'animazione non facesse schifo. Confrontatelo con la qualità video del contenuto speciale! Passiamo ai dati tecnici: il video è ovviamente in 4:3, l'audio c'ha il PAL ed è un 2,1 soltanto per il ridoppiaggio italiano, mentre le altre due tracce hanno "solo" 1,0. Non cominciate a lamentarvi, ché a parer mio la differenza non si nota minimamente!
Insomma, compratelo. E in fretta, anche.



Passiamo a parlare dell'anime (perché, sinora ho parlato di cioccolato? ehm...). La trama non è 'sto granché: Mimì gioca a pallavolo non si capisce bene perché e vince sempre fino a diventare la miglior giocatrice del mondo. Il tutto condito da gravi incoerenze a livello di sceneggiatura evidenti sin dai primissimi episodi. I toni sono abbastanza drammatici, siamo ben lontani dall'allegria di Mila, qui le pallavoliste sono samurai che si allenano con le catene ai polsi sputando sangue. A proposito, aggiungiamoci anche la TBC, ché non guasta mai, ed un pizzico d'amore, ancor meglio. Ecco a voi Mimì. La cuginetta Mila non sarà campionessa di originalità, ma certo in quanto a trama la batte di brutto.
E per quanto riguarda i disegni? Domanda alquanto imbarazzante. Se penso che all'epoca in Disney animavano meravigliosamente con quel graziosissimo xerox... Quest'obbrobrio ha battuto Sailor Moon in quanto a qualità grafica schifosa. Almeno in Sailor Moon i personaggi HANNO DELLE ESPRESSIONI. Date uno sguardo a Mimì e vedrete che ha sempre la stessa faccia, che sia euforica, disperata od incavolata. Il tripudio di animazioni riciclate passa dunque in secondo piano. Ho appena scoperto che tra gli animatori figura il leggendario Shingō Araki, futuro character designer di autentiche perle quali Le Rose di Versailles - Una Spada per Lady Oscar, Occhi di Gatto, Il Grande Sogno di Maya (anch'essi per la stessa TMS), I Cavalieri dello Zodiaco o la seconda parte di Ufo Robot, insieme all'inseparabile assistente Michi Himeno (li si potrebbe definire il Glean Keane e "la" Mark Henn del Giappone). Lo shock è stato grande.

* = Altro grande shock: ho recentemente scoperto che Valeriano Chiaravalle, il compositore dell'abbastanza penosa seconda sigla di Mimì, nel 2006 ha creato quel capolavoro assoluto che è Stella Preziosa. Com'è possibile?!? post-6-1111346575.gif



Perché comprarlo, dunque? Anzitutto per interesse storico, come ho già detto. Poi per l'economicità delle prime due uscite. L'acquisto è inoltre obbligato per tutti gli amanti del doppiaggio (ovvero praticamente tutti gli utenti), per i pallavolisti, per tutti coloro che ricordano con nostalgia i cartoni della propria infanzia e per tutti gli otaku che programmano di recensire ogni opera nipponica di una certa rilevanza in un futuro più o meno lontano (eccomi!).
E poi, diciamocelo: la trama non sarà granché, ma non fa neanche schifo. Per guardarlo non devo soffrire come con DragonBall, gesto a cui dovrò sottopormi con autentico spirito di sacrifizio da samurai, dato che prima o poi, ahimè, lo dovrò recensire. Si tratta invece di uno di quei cartoni che non mi piacciono ma che non mi disgustano neanche, tipo Winx.
L'ho già detto e lo ripeto: compratelo. Vi assicuro che non ve ne pentirete.
Fa Belle di Arendelle
Delusione massima.
Scusate, comincio dal principio: chiedo umilmente perdono per il fatto di recensire solo ora la seconda uscita, ma impegni vari hanno fatto sì che potessi finire di visionarla solo ieri.
Ebbene, dopo la piacevole sorpresa dello scorso numero, ecco quella spiacevole: pensavamo di avere sette episodi a meno di sei euro? Be', siamo stati fregati, perché, come potete vedere dal link da me fornitovi, quei furbastri hanno ben pensato di togliere un episodio a questo DVD per spostarlo nel successivo, che avrebbe dovuto contenerne sei. Vi ricordo che tutte le prossime uscite costeranno dieci euro l'una.
Ad ogni modo, devo ammettere se non altro che la qualità dell'animazione migliora nettamente, pur rimanendo sempre pessima; inoltre gli occhi di Mimì passano da neri ad azzurri.
Ho visto per la prima volta un episodio col ridoppiaggio ed ho scoperto che anche per quello è stata usata la sigla della Lepore. post-6-1111346575.gif Ecco spiegato il motivo della presenza di quella della D'Avena tra i contenuti speciali!
Ah, già, i contenuti speciali. Altra delusione. Abbiamo, oltre a ciò, gli stessi titolastri, la stessa pubblicità, ma almeno la versione televisiva di entrambe le sigle giapponesi. Però spero vivamente che in futuro si daranno una regolata.
Allegati un altro posterino e... sigh, sigh... il cofanetto in cartoncino che dovrò rassegnarmi ad utilizzare come contenitore per una manciata di Topolini, dato che lo spazio non basta mai.
A che serve consigliarvi di comprarlo, visto che ormai da ieri c'è il terzo numero in edicola? Chi vuole vada avanti e chi non vuole no.
...Ma io voglio, accidenti! E allora perché mai non posso continuare? cry.gif



No, sul serio... ma quanto è bella la sigla giapponese (cantata da Kumiko Ōsughi)?! Rar(issim)o caso in cui l'originale è superiore alla versione italiana. Certo non si tratta della mia sigla giapponese preferita (non può competere con la Sailor Star Song, con Taiyō no Rakuen - Promised Land, con Moonlight Densetsu e soprattutto con Bara wa Utsukushiku Chiru), ma, nella mia personale classifica, si contende il quarto posto con Moon Pride.
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