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Versione completa: Cinema d'animazione italiano: siamo al capolinea?
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LucaDopp
La prossima trasmissione di Momo alla conquista del tempo (giovedì alle 3.45 su Italia 1) mi ha fatto ragionare su come esso sia stato l'ultimo film d'animazione di qualità a venire prodotto in Italia. In seguito questo genere cinematografico ha avuto un tracollo spaventoso nel nostro paese, riassumibile nei seguenti punti:
* i fallimenti artistico-finanziari dello studio Lanterna Magica (Aida degli alberi e Totò Sapore)
* la crisi di ispirazione di Enzo D'Alò (iniziata con Opopomoz e riconfermata con Pinocchio) dopo il "divorzio" con la suddetta Lanterna Magica
* il disastroso passaggio all'animazione digitale (con L'apetta Giulia e la signora Vita)
* l'ascesa di Iginio Straffi e della sua anti-arte con le Winx e i Gladiatori di Roma
L'unico film d'animazione "italiano" di qualità uscito dopo il 2001 è stato Nat e il segreto di Eleonora (2009), che però è una co-produzione francese (noi abbiamo contribuito con la Lanterna Magica). Secondo voi è possibile una risalita o questo genere cinematografico si può dire sepolto nel nostro paese?
Logan232
Non siamo mai stati granché nell'animazione e questo perché ci sono sempre mancati i fondi per produrre film di seria qualità. Uno non si può svegliare adesso e pretendere di fare subito bene perché stiamo indietro di 50 anni rispetto alla concorrenza. Se si investisse aspettando pazientemente che si raggiungano qualità e riscontro di critica e pubblico, ci si potrebbe riuscire, ma ci vuole qualcuno che si sobbarchi l'onere di metterci i soldi e incassare risultati modesti per diversi anni prima di arrivare a qualcosa di decente. Semmai un miliardario di buon cuore vorrà provarci, allora sì penso potremmo riuscire a realizzare un film animato di qualità (in 2D o 3D), perché i talenti del disegno li abbiamo, ma animare è tutt'altra storia e la recitazione, l'impostazione e tutto il resto son cose che richiedono tempo e vari tentativi per essere perfezionate.
Scrooge McDuck
Bellissimo questo topic, serviva smile.gif !

Io non sono così certo che l'animazione italiana sia morta e sepolta, anzi l'ultimo successo di Alessandro Rak agli European Film Awards dimostra che possiamo ancora fare e fare bene smile.gif quello che serve sono si i fondi. Ma se chi può sovvenzionare i film è il primo a credere che l'animazione sia solo bambolotti che fanno cose trash con le caccole, produrranno solo film idioti o abominevoli come Gladiatori di Roma o vaccate simili...

Non a caso in Francia si producono così tanti film d'animazione: in quel paese essi vengono considerati in tutt'altro modo, non come da noi. È più facile che ci siano fondi e anche animatori e tecnici del settore sono più attratti a lavorare la.
Capitano Amelia
Per me dipende da che punto di vista si guardi la questione: il vero problema a parer mio è, come ha già detto Scrooge, che qua in Italia non c'è la mentalità di reputare i film d'animazione come film di pari dignità agli altri ma vengono ghettizzati a causa della loro tecnica in quanto considerati roba da bambini piccoli. Poi sono gli stessi autori italiani reputati importanti a diffondere questo pregiudizio, compreso D'Alò, a parer mio: Straffi è uno che pensa solo al guadagno a scapito della qualità ed ha avuto un grande successo solo perchè ha plagiato le "Witch" rendendole più modaiole e la filmografia di D'Alò (escluso "Momo" che non ho visto e non posso giudicare) è chiaramente rivolta ad un solo pubblico di bambini (e ci debbo mettere pure "La Gabbianella" per quanto sia l'unico che ho apprezzato). Ma se guardiamo da un altro punto di vista notiamo che vi sono altri autori meno conosciuti, come Rak e Gaudio, che hanno realizzato film concettualmente rivolti anche ad un pubblico di adulti e quindi una voglia di voler modificare questa concezione c'è e si spera che possano riuscire a scardinare questa mentalità riportando la qualità in Italia.
LucaDopp
CITAZIONE (Logan232 @ 21/12/2014, 15:38) *
Non siamo mai stati granché nell'animazione e questo perché ci sono sempre mancati i fondi per produrre film di seria qualità.

Su questo non sono d'accordo. Forse non abbiamo saputo sfruttare appieno anni in cui i Pagot e i Gavioli imperversavano negli spot TV. I primi realizzarono I fratelli Dinamite nel '49, mentre i secondi lo splendido Putiferio va alla guerra nel '68, e il contributo cinematografico di questi leggendari disegnatori si ferma praticamente qui. Bruno Bozzetto produsse degli ottimi film negli anni '60 e '70 (West and Soda e Allegro non troppo sono praticamente dei capolavori riconosciuti a livello internazionale), e anche Enzo D'Alò con Lanterna Magica ha realizzato dei film non dico eccellenti, ma comunque molto buoni e che hanno avuto un ottimo successo anche in altri paesi. Il punto non sono i fondi, perché pure Bozzetto ne compensava la mancanza con la visionarietà anti-disneyana che lo contraddistingue. Ovviamente questo è molto più difficile da quando ci siamo arresi alla CGI, che per forza di cose non è paragonabile a quella di paesi (anche europei) economicamente più sviluppati. A mancare è anche un'idea chiara del target a cui riferirsi.

CITAZIONE (Scrooge McDuck @ 21/12/2014, 15:46) *
Io non sono così certo che l'animazione italiana sia morta e sepolta, anzi l'ultimo successo di Alessandro Rak agli European Film Awards dimostra che possiamo ancora fare e fare bene

Ecco, il punto è che questi film non circolano nemmeno (L'arte della felicità non ricordo di averlo visto in programmazione nei dintorni della mia città). Invece viene data via libera a quelli della Rainbow (che fra l'altro incassano sempre meno) e alla serie dei Cuccioli, che avrà pure fini educativi ma resta mediocre e rivolta ad un target prescolare.

A proposito, dimenticavo altri due "orgogli" italiani: i film italo-coreani di Orlando Corradi e l'ormai leggendario Titanic - La leggenda continua di Camillo Teti, un capolavoro del trash ormai conosciuto a livello internazionale. rofl1.gif
Capitano Amelia
CITAZIONE (LucaDopp @ 21/12/2014, 17:12) *
Ecco, il punto è che questi film non circolano nemmeno (L'arte della felicità non ricordo di averlo visto in programmazione nei dintorni della mia città).

Però almeno c'è la consolazione che per quanto siano stati visti da pochi qualcuno abbia provato a realizzare qualche film diverso dalla maggioranza italiana. Perchè c'è anche il problema del nome: qua in Italia,a parer mio, c'è poca considerazione per il cinema indipendente, ad essere più visti sono i film che hanno un "motivo" per essere reputati degni di una maggior distribuzione (legati ad una casa importante, alla presenza di un certo attore, se hanno vinto un Oscar, etc...). Anzi possiamo reputarci fortunati per aver avuto un film "diverso" come questo, mi pare (ma potrei sbagliare...) che in paesi europei come la Germania e la Spagna in questi anni hanno realizzato solo film d'animazione o rivolti prettamente a dei bambini o in stile "Shrek".
LucaDopp
CITAZIONE (Capitano Amelia @ 21/12/2014, 23:15) *
in paesi europei come la Germania e la Spagna in questi anni hanno realizzato solo film d'animazione o rivolti prettamente a dei bambini o in stile "Shrek".

Hai ragione. Almeno noi abbiamo un grande background, ma Germania e Spagna non hanno mai realizzato granché e oggi scopiazzano a piene mani dai modelli d'oltreoceano.
WALY DISNEY
I talenti ci sono, e pure tanti! Sono i fondi e gli strumenti adatti a mancare. Lo stesso discorso si può fare per altre realtà del cinema d'animazione; Polonia, Repubblica Ceca, Estonia (e molti altri paesi in Europa) hanno lo stesso identico problema, piene di talenti ( Jerzy Kucia, Pavel Koutsky, Priit Pärn solo per citarne tre con brillanti ed innovative abilità tecniche ), ma prive dei mezzi necessari per diffondere ad ampio raggio questo particolare tipo di arte. Purtroppo siamo un continente vecchio sotto molti più aspetti di quanti ci si possa aspettare.
Fra X
Dopo il successo insperato de "La gabbianella e il gatto" ricordo che nei primi anni 2000 fummo "invasi" tongue.gif da film d' animazione quantomeno di produzione italiana: Momo, i già citati Opopomoz, Totò Sapore e Aida, il curioso Johan Padan... solo che il pubblico non rispose bene a queste nuove produzioni. Ricordo infatti che nella stagione 2001-2002 quando uscirono Atlantis e Momo e non ricordo che altro film, si mettevano a confronto i risultati inferiori rispetto alla stagione 98-99 che metteva in campo "Mulan", "Il principe d' Egitto" e LGEIG.
Da noi purtroppo è mancato quasi sempre l' appoggio di grandi case di produzione che investissero in maniera continuativa e abbiamo avuto lungometraggi d' animazione solo ad ondate con appunto i Pagot, Bozzetto, i Gavioli, Cenci, Domeneghini fino a D' Alò e co..
Discorso a parte merita Straffi che è riuscito a creare un impero, ma incredibilmente, almeno qui, non ha saputo imporsi al cinema. Vuoi perché le Winx vengono viste per quello che sono, come opera per bambini, vuoi perché "Gladiatori a Roma", di cui ho letto nel topic apposito in maniera negativa, sarà sembrata una stramberia e un tentativo di rifarsi alla produzione d' oltreoceano. Boh!

CITAZIONE (LucaDopp @ 21/12/2014, 18:12) *
A proposito, dimenticavo altri due "orgogli" italiani: i film italo-coreani di Orlando Corradi e l'ormai leggendario Titanic - La leggenda continua di Camillo Teti, un capolavoro del trash ormai conosciuto a livello internazionale. rofl1.gif

Del primo conosco solo il tremendo, da quel poco che ho visto, "Bentornato Pinocchio" tongue.gif. E del secondo ho scoperto l 'esistenza solo qualche anno fa, vedi un po tongue.gif . Fa parte di quei film realizzati sull' effetto gabbianella che non è stato ben saputo sfruttare.

CITAZIONE (LucaDopp @ 21/12/2014, 16:16) *
Nat e il segreto di Eleonora (2009)

Ah, però! Non lo conoscevo. Devo vederlo! happy.gif

CITAZIONE (Scrooge McDuck @ 21/12/2014, 16:46) *
Non a caso in Francia si producono così tanti film d'animazione: in quel paese essi vengono considerati in tutt'altro modo, non come da noi. È più facile che ci siano fondi e anche animatori e tecnici del settore sono più attratti a lavorare la.

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