Aiuto - Cerca - Utenti - Calendario
Versione completa: Impero Disney e Disney Digital Forum intervistano Lorena Brancucci!
Disney Digital Forum > * The Walt Disney Company * > Universo Disney
Pagine: 1, 2, 3
IryRapunzel
Finalmente questo piccolo progetto proposto da Daydreamer/Alessio nel topic di Frozen in Recensioni diventa realtà! smile.gif
Con il consenso di Pan, abbiamo deciso di renderlo una collaborazione, per questo l'intervista è stata pubblicata sia sul blog di Impero Disney (che gestisco), che qui.

Ringrazio moltissimo la signora Brancucci per la disponibilità e mi auguro che il pezzo vi piaccia! smile.gif



“Frozen – Il Regno di Ghiaccio” recupera la grande tradizione dei musical Disney e fa delle canzoni il suo punto di forza. Ci siamo accorti però che nella nostra community sempre più persone, pur apprezzando molto la versione italiana, chiedono e ascoltano le canzoni anche in lingua originale. In un mondo in cui l’inglese viene insegnato fin dalle scuole elementari, perché secondo Lei è ancora importante tradurre, adattare e ridoppiare i film Disney? Per il nostro Paese è solo una questione di tradizione oppure è diventata un’arte a sé stante?

Il doppiaggio delle canzoni nei cartoni animati (non solo quelli firmati Disney) è di enorme importanza ancora oggi, proprio in considerazione del pubblico che ne usufruisce maggiormente. Le canzoni sono, da sempre, uno dei metodi più utilizzati per far sì che, nella delicata mente di un bambino, un messaggio resti più impresso e sia più semplice da capire. Il bambino che ascolta la canzone, impara il testo e recepisce il messaggio in esso contenuto, prima ancora di accorgersi che sta imparando qualcosa e, oltre tutto, lo fa divertendosi. La Disney, da sempre, utilizza le sue canzoni come degli “story point”, ossia come stralci di film veri e propri, ai quali affidare, spesso, proprio le scene di primaria importanza della storia. Come potrebbero restare i bambini se, proprio in quei momenti, non riuscissero a capire che cosa succede? Si sentirebbero esclusi, delusi e probabilmente mortificati e tutta la gioia di vedere il cartone si esaurirebbe immediatamente. Immaginate di vedere un film bellissimo, il cui esito finale è descritto tutto nel testo di una canzone, cantata in una lingua a voi sconosciuta. Cosa pensereste? Provate a pensare di ascoltare la suddetta canzone senza sottotitoli. (Non bisogna dimenticare, infatti, che il bambino non legge i sottotitoli, perché anche quando impara a leggere, sono per lui troppo veloci per recepirli e gli impediscono di seguire quello che sta accadendo nelle immagini. Se provasse a leggerli, si perderebbe la gioia di gustarsi il video). Non ne restereste delusi?
E’ vero che i film Disney sono sempre più amati anche dal pubblico adulto, ma i loro principali destinatari restano i bambini ed è con i loro occhi che dobbiamo immaginare di vedere un film, per capire che cosa sia giusto fare.

Quando si approccia all’adattamento di una canzone Disney, quali sono le urgenze che sente più Sue? Fedeltà al testo originale, lipsynch o altro ancora?

Il lipsynch, nell’era del 3D, è sicuramente di primaria importanza, perché rende il prodotto “credibile” proprio agli occhi dei bambini, oltre a renderlo “bello e piacevole da guardare” agli occhi di un adulto. Il bambino piccolo vede nel personaggio del cartone animato un essere reale e pensa che sia lui a parlare. Se il soggetto pronuncia una “A”, mentre la sua bocca si mette in posizione da creare una “O”, quale credibilità ha?
Questa esigenza è avvertita nelle canzoni molto più che nei dialoghi, perché mentre durante i dialoghi la bocca si apre e chiude in modo molto rapido e difficilmente dà modo di far capire i suoi movimenti, nella canzone, durante la quale, oltretutto, ci sono moltissimi primi piani, ci sono delle note tenute molto a lungo, dove il lipsynch è davvero evidentissimo. Trascurarlo sarebbe un grave errore. Non parlo solo delle vocali finali, ma anche delle consonanti, come labiali e dentali che, ormai, ad uno sguardo attento, si distinguono perfettamente.

Il significato originale della canzone è, altresì, molto importante, ma poiché inglese ed italiano sono lingue completamente diverse (la prima ha l’immenso vantaggio di avere un’infinità di parole brevi e tronche, che invece sono rarissime nella seconda) è impensabile sperare di mantenere le stesse parole all’interno della stessa frase, quindi la cosa davvero importante è che resti inalterato quantomeno il senso generale della canzone inglese.
Elsa, in Frozen “tramonta come il sole per poi sorgere all’alba”, perché la canzone originale parla della sua rinascita come persona. “Il resto è storia, ormai, che passa e se ne va”, sta ad indicare il taglio netto col passato, dal quale lei adesso vuole fuggire, per riappropriarsi finalmente della propria libertà. Quando Anna canta “Ora tu mi manchi troppo”, le parole – in synch con i movimenti della sua bocca – vogliono evidenziare lo strazio di una ragazza disperata, che si sente sola al mondo e cerca il conforto dell’unico affetto che le sia rimasto. Tale strazio, altro non è se non proprio lo stato d’animo che la canzone originale mira ad esprimere.

Insomma, la scelta dei termini e dei costrutti della frase sarà quindi indirizzata a mantenere il messaggio contenuto nella canzone, ma facendo in modo che synch, metrica musicale e rime siano sempre rispettati anche nella nostra lingua.

Nel Suo sito web parla di “commistione tra fedeltà al testo originale ed estro creativo personale”. In cosa consiste l’apporto personale del paroliere?

L’apporto personale del paroliere consiste proprio nel ricercare la miglior commistione possibile tra le esigenze di cui abbiamo parlato. Si tratta di capire dove sia meglio rispettare il synch, sebbene un po’ a discapito dell’originale e dove invece, viceversa, il synch sia meno evidente e sia meglio quindi dare maggiore rilievo al significato letterale. Il paroliere deve, inoltre, saper scegliere termini adatti al pubblico destinatario, tra quelli più comodi da cantare per il solista o per il coro (a parità di significato, si privilegiano termini che, messi in metrica musicale, agevolino i cantanti) e, ove occorra, anche trovare giochi di parole o battute che possano sostituire nel miglior modo possibile quelle originali. In conclusione, si tratta di rielaborare il brano originale, rispettandolo il più possibile, ma rendendolo adatto alla lingua italiana, al contesto ed all’età del pubblico. Il fatto che detta età sia, nel caso dei film Disney, così varia, (si spazia dal bambino piccolissimo all’anziano), rende, ovviamente, il compito ancor più arduo. La Disney ha infatti il pregio di esprimere, accanto a dei concetti comici e ludici, anche dei messaggi intensi ed importanti, che non vanno quindi mai sminuiti in alcun modo, ma li destina a soggetti tra i più svariati, dunque occorre fare in modo che possano arrivare dritti al cuore, in qualunque fascia d’età il destinatario si trovi. A volte si userà un termine più “tenero” e l’adulto avrà la pazienza di tollerarlo, senza liquidarlo come “banale”, altre volte uno più complesso e, sempre l’adulto, dovrà avere la pazienza di spiegare al bambino cosa voglia dire (così il bambino impara un termine nuovo). Ma in nessun caso verrebbero mai utilizzate terminologie astruse o complesse, né tantomeno inadeguate ad un pubblico di minori. Esiste infatti una rosa di termini, nel mondo Disney, che ci è assolutamente preclusa e non bisogna dimenticare che alla base del successo di questi prodotti c’è anche la semplicità e la fruibilità degli stessi.

Nell’adattamento di una canzone influisce anche l’artista che la interpreterà nel film, o le voci vengono scelte in seguito? Pensiamo ad esempio a “All’Alba Sorgerò” cantata da Serena Autieri in “Frozen – Il Regno di Ghiaccio”…

La scelta dei cantanti, in genere, non influisce sul testo della canzone, ma può capitare di modellare un testo in base anche alle caratteristiche vocali del cantante. Se è un bimbo molto piccolo a dover cantare, ad esempio, si evitano tutti i termini che farebbe fatica a pronunciare in modo corretto. Se un cantante deve sostenere una nota particolarmente acuta o bassa e predilige, per riuscirci, una certa vocale piuttosto che un’altra, sarà mia premura accontentarlo.

Il senso profondo di questo lavoro è, in estrema sintesi, quello di provare a trovare, tra mille ostacoli, una soluzione che riesca, il più possibile, a mitigare tutte le molteplici esigenze che ho finora rappresentato.

Non esiste bacchetta, né formula magica ma, se ci si riesce… la magia Disney diventa realtà! E poiché questo lavoro lo si può fare solo se si ha una sconfinata passione… per quanto mi riguarda, non c’è gioia o soddisfazione più grande.

nunval
Molto bella! Bravi! La trovo anche abbastanza esauriente e chiara!
Capitano Amelia
Complimenti per l'intervista, Iry ! clapclap.gif
kekkomon
Bellissima intervista biggrin.gif
Molto ben fatta, complimenti clapclap.gif
Mad Hatter
Sottoscrivo i commenti precedenti e vi ringrazio happy.gif
IryRapunzel
Grazie a voi! smile.gif
roxirodisney
Wow, Iry cara, grazie mille! smile.gif E complimenti vivissimi anche da parte mia! Bellissima intervista! clapclap.gif
Scrooge McDuck
Grande Iry, un colpaccio!!!!!
Certo che, poverina, a me proprio non piacciono i suoi adattamenti, ma tant'è..
Simba88
Anche a me non piace molto come adatta le canzoni, e con questa intervista abbiamo avuto la conferma che pensa principalmente ai bambini quando scrive i testi.

Complimenti per il lavoro IryRapunzel!!
Arancina22
Mille grazie Iry, Alessio e colleghi!!! Davvero! Intervista assolutamente interessante, ho imparato alcune cose che prima non sapevo. Pur apprezzando gli sforzi di questo lavoro molto complesso, nemmeno a me soddisfano completamente i suoi adattamenti comunque.
E non posso che dissentire dall'affermazione che alcuni termini vengono preclusi perchè troppo astrusi: De Leonardis mise tranquillamente nei suoi testi termini quali "eziandio" e "sgottare"... insomma!...

Grazie mille di nuovo!!! biggrin.gif
Donald Duck
Ben fatto Iry, ottima intervista! thumb_yello.gif
Logan232
Io vado contro corrente e trovo questa intervista davvero insulsa. Abbiamo passato settimane qui in giro per il forum a discutere di tutto quello che abbiamo odiato di questo adattamento e in queste domande non ce n'è minima traccia (io avevo seguito la cosa nel topic di "Recensioni" e stavo infatti aspettando il topic di cui si era parlato per decidere le domande da fare, ma non mi risulta sia mai stato aperto - o se lo è stato, linkatemelo e chiedo scusa in anticipo per non averlo visto). Non le si è chiesto ad esempio dell'abuso che lei fa di termini come "magia", "cuore" e "amore" (e non solo in "Frozen"), o del fatto che abbia cambiato dei ritornelli laddove essi erano già stati resi all'interno della canzone stessa (tipo "cold never bothered me anyway" tradotto dapprima come "da oggi il freddo è casa mia" - buona traduzione per inciso - e poi sostituito con "da oggi il destino appartiene a me", e, se permettete, sentirle dire invece di nuovo "da oggi il freddo è casa mia" dopo che chiude le porte del palazzo, cioè una casa, fatto di GHIACCIO in mezzo alla NEVE e da sola, avrebbe avuto decisamente più senso ed impatto, nonchè restare più fedele all'originale).

Poi vi ha fatto l'assist clamoroso dell'ultima strofa di "Do You Want to Build a Snowman?" e voi non le avete fatto notare che la frase Anna la usa sempre nella canzone per cercare la chiave del suo legame con Elsa e che, sostituirla in quell'ultimo verso, ha travisato il senso stesso della canzone (così in italiano sembra che Anna sia fissata col pupazzo di neve solo da bambina mentre invece quel pupazzo è ciò che lei conserverà sempre del suo legame con la sorella, soprattutto dato il fatto che a metà film quel pupazzo diventa un personaggio vero e proprio). Perchè non farle presente che fare una scelta del genere risulta come una sovrainterpretazione rispetto ad una traduzione ed adattamento? Perchè non chiederle se conosce il teatro musicale o se si rapporta ai film Disney come fossero un genere a parte?

Altra cosa, è ad esempio vero che in Disney Italia non vogliono più le parole ed i verbi elisi per non invecchiare le canzoni? E se così è, si può sapere però perchè cose come "i troll col rock 'n' roll" (il rock 'n' roll è totalmente anacronistico e "Frozen" non è un film che fa umorismo del genere da nessuna parte - se si esclude Olaf con gli occhiali da sole nel suo trip - e questo allora non è tradire il senso originale non solo della canzone, ma di tutto il film?) e Olaf "col suo sex appeal che dà il meglio di sè" invece vanno bene? E' giusto cambiare tutte le metriche di una canzone solo per questo motivo invece di renderle con la musicalità originale?

Infine le si poteva suggerire che, invece di andare a naso nello scegliere la chiave di resa dei brani, potrebbe contattare in qualche modo i compositori originali e chiedere a loro cos'è più importante che venga reso nelle varie edizioni estere rispetto ai loro brani. Nel caso specifico dei Lopez, la composizione è molto, molto specifica e fa dei rimandi e dei leit motiv delle chiavi di lettura molto importanti per portare avanti la storia (come i "let it go" ripetuti decine di volte da un Elsa ai limiti dell'autistico) ed ignorare questo perchè secondo lei "Ora tu mi manchi troppo" riassume bene quello che prova Anna in quel momento, sia una cosa leggermente altezzosa? E poi come mai una canzone che si chiama "Let it go" che viene ripetuto in continuazione, in italiano ha preso il titolo da un'unica strofa detta una volta, tra l'altro terribilmente lunga e fuori tempo? Cioè in tutto il mondo, giustamente la canzone ha preso il titolo dalle tre parole più ripetute e noi, siccome lei non è stata in grado di tradurlo in una o due parole che stessero bene nella metrica e senso di tutta la canzone, ci siamo beccati come titolo l'unica strofa che in originale fa "And I'll rise like the break of dawn"?

Non ci siamo, scusate la mia aggressività, ma se davvero avevate l'opportunità di intervistare la Brancucci, potevate essere più incalzanti e specifici invece di farle fare lo spot di quanto lei è figa e brava nel suo lavoro di adattatrice e traduttrice perchè non lo è. Se noi fan per primi non abbiamo il coraggio di dire le cose schiettamente, le cose non cambieranno mai. La Disney non va a leggere i forum, se ne sbatte che Tizio e Caio si lamentino timidamente in un post o in un altro, discorso diverso se uno affronta in maniera diretta coloro che sono i RESPONSABILI di certi lavori.

Questa intervista è totalmente senza senso.
IryRapunzel
Ciao Logan232, intanto ti ringrazio per il tuo commento. Purtroppo a causa di mancanza di tempo ho dovuto 1) rinunciare ad aprire un eventuale topic in cui votare le domande preferite dagli utenti, sia qui che su Impero Disney, e 2) limitarmi a un numero massimo di cinque domande (qui sono quattro perché una, che era sulla difficoltà di adattare brani rivolti a un'ampia fascia d'età, è stata risposta all'interno di un'altra). Con così poche domande, ho preferito tenermi su temi più generali piuttosto che andare a chiedere del singolo verso nella singola canzone di Frozen... forse ho sbagliato, non lo so.
Specifico anche che non si è trattato di un botta e risposta, anche perché non l'ho intervistata di persona... e anche se l'avessi fatto, non sono nella posizione di poter fare domande "scomode". Tra l'altro non credo nemmeno che un'intervista sia il luogo giusto in cui attaccare o criticare l'intervistato: dal mio punto di vista, le domande devono servire a dare spazio a chi parla. In questo caso volevo che emergessero il suo metodo di lavoro e la sua passione per quello che fa, che tra l'altro non sono stati espressi con tono da "quanto sono figa e brava", ma sottolineando le difficoltà e le responsabilità del mestiere. L'obiettivo era far parlare una figura fondamentale del mondo Disney italiano e non farle notare cosa c'è che non va in Frozen. Anzi, forse, proprio per le numerose critiche ricevute, è importante sentire anche "l'altra campana"...

Ti ringrazio comunque per il commento e la critica, la prossima intervista sarà migliore smile.gif
Logan232
Ti ringrazio per il tono garbato della risposta Irene (presumo..), mi spiace per alcuni toni accesi della mia. Il punto è che capisco quello che tu dici, ma a mio parere se si ha l'opportunità di poter porre delle domande ad una persona che è stata molto criticata per il suo lavoro, credo che la cosa migliore sia permetterle di rispondere alle critiche avanzategli punto per punto, e tengo poi a precisare che solo un paio di quelle che ho avanzato sono del singolo verso delle canzoni di "Frozen", mentre altre sono di carattere più generale, ma allo stesso tempo più specifico all'ambito Disney. Tutti sappiamo quanto la Disney stia cercando di riprendersi una dignità da studio di vero cinema d'animazione (e non di filmetti fatti solo per far ridere) e questo processo è passato negli ultimi anni anche attraverso la fase musical. Negli ultimi anni abbiamo visto all'opera Randy Newman, Alan Menken e per due volte i coniugi Lopez; sono tre artisti (anzi quattro) profondamente diversi tra loro per metodo di lavoro e penso che la cosa sia evidente a tutti, pur avendo creato tutti e tre dei musical. Quello che si poteva far notare inoltre alla Brancucci è che lei ha tradotto i suddetti artisti tutti con un SUO registro interpretativo e di adattamento, una cosa che penso sia legittimo ritenere sbagliata poichè ciò che ha reso bene un'artista, difficilmente rende bene anche altri, ed il pessimo risultato delle colonne sonore italiane di "La Principessa e il Ranocchio" e "Rapunzel" è sotto gli occhi di tutti (la prima ha delle canzoni in italiano tutt'altro che memorabili, mentre il secondo ha perso moltissimo dell'intelligenza e sottigliezza dei testi originali di un veterano come Menken). A mio parere non c'è niente di male a farle sapere questo perchè lei i film Disney non li traduce solo per i bambini (come lei ha ampiamente confermato di ritenere i suddetti prodotti), così come la Disney non fa film solo per i bambini e se, in originale, termini troppo "facili" sono evitati, lei dovrebbe adeguarsi e non farsi portatrice del vero senso della musica per gli sfortunati bambini che altrimenti non capirebbero, altrimenti ne viene fuori che il risultato finale è compromesso e infantilizzato e la "mission" stessa del film in italiano fallita. La cosa a me dispiace molto soprattutto perchè dopo anni di pessime direzioni ad opera di Alessandro Rossi, finalmente quest anno la direzione è stata fatta da Fiamma Izzo che ritengo abbia fatto un lavoro eccellente nelle parti parlate del film soprattutto perchè è riuscita a non far stonare più di tanto due talent (missione estremamente fallita da Rossi con "Rapunzel") e ad inserire anche voci dell'ambito milanese che si sa non brilla certo per capacità interpretative.

Ad essere maggiormente sinceri e diretti non credo ci sia nulla di male, anche perchè siamo appassionati e non giornalisti di professione retribuiti da qualche rivista. Se la Brancucci riterrà di non doverci (o poterci, per via di qualche diktat lavorativo) rispondere, ok, ma così noi riusciremo piano piano a giungere sempre più a chi, negli ultimi anni, non ha lavorato al meglio delle proprie possibilità restituendoci completamente tutti gli sforzi fatti dai WDAS negli ultimi 5 anni per risorgere da un periodo di grande mediocrità. Abbiamo avuto una grande tradizione italiana di Classici Disney e meritiamo di tornare ad averla. La Disney non fa cartoni animati nè tanto meno commediole deficienti, fa del CINEMA ed è ora che si torni a rendergli giustizia così come Roberto De Leonardis prima e, in misura minore, Andrea De Leonardis e Francesco Vairano poi, hanno fatto nel corso degli anni. Basta con la sciatteria, e "è perchè cammina sempre come un troll? o perchè non gli piace il rock 'n' roll" è sia sciatto, che offensivo.

Spero di essermi spiegato wink.gif
Beast
CITAZIONE (Simba88 @ 23/1/2014, 20:28) *
Anche a me non piace molto come adatta le canzoni, e con questa intervista abbiamo avuto la conferma che pensa principalmente ai bambini quando scrive i testi.

Quoto.

Un grazie a Iry per il suo impegno e per aver fatto questa intervista.
*PuMbA*
I miei più sinceri complimenti a Iry, Impero e Francesco per questa bella intervista. thumb_yello.gif

Non ho altro da dire se non ad Iry di continuare su questa strada, è LA TUA STRADA. Hai ancora tanto da imparare ma la tua professionalità, gentilezza, e disponibilità anche verso chi non ha apprezzato del tutto il tuo ( vostro ) lavoro denota una certa maturità. E ripeto: voglio una figlia come te u.u
Ariel's Lover
Mi trovo d'accordo con tutti voi. Molto anche con Logan232.
Complimentissimi ad Iry per l'intervista, interessante per i punti che hai sottolineato tu stessa e a cui volevi arrivare (l'idea di parlare di un certo tipo di lavoro e di una figura lavorativa come quella impersonata dalla Brancucci), ad Alessio per l'idea e le domande e a tutto Impero per la grande piattaforma che è e che sempre (mi auguro) sarà e per le splendide iniziative.
Mi rendo conto benissimo della tua posizione nel fare l'intervista e del tuo punto di vista. Mi rimane però l'amaro in bocca perchè tante altre cose ci sarebbero state da discutere. Ma perchè solo 5 domande? sad.gif E' una cosa che vi/ti hanno imposto?

In parte mi trovo d'accordo con l'intervento di Logan232 perchè domande un po' più "scomode" si poteva tentare di farle (ovviamente senza attaccare nessuno o far sentire aggredito l'intervistato).

Infine, mi spiace, ma più ne sento parlare più questa professionista non mi piace. I suoi lavori sono stati alquanto scadenti negli ultima anni (per non dire da sempre da quando c'è lei) e il fatto che si arroghi il diritto di decidere quali parole possono essere inserite o no, è assurdo!! Perchè poi si arriva a tradurre in maniera infatilizzata? Perchè? Il termine banale che l'adulto deve "ingoiare" per il bene dei bimbi che non capiscono (?) è un pensiero sbagliato in partenza. Con l'idea che questi sono prodotti principalmente per bambini, le canzoni sembreranno sempre stupide e scemette e non si cambierà mai la mentalità (principalmente italiana) che l'animazione è per bambini, quando dovrebbe essere un genere per TUTTI. Visto che dice lei stessa che il pubblico dei film disney è ampio, partisse dall'idea che il film è per TUTTI. I bambini non sono scemi, se c'è qualcosa che non capiscono, che non gli torna chiederanno a genitori, parenti, insegnati, altri bambini. Per cui non stesse a preoccuparsi troppo la signora Brancucci. I bimbi, se serve, le domande le fanno, per fortuna a quelle età non hanno ancora paura!!

Ps scusate ma allora la versione originale mi volete dire che sarebbe troppo complicata per i bimbi americani?? Non credo proprio e se fosse ci sarà SEMPRE qualcuno che potrà spiegare al bambino.
Logan232
CITAZIONE (Ariel's Lover @ 24/1/2014, 12:37) *
Infine, mi spiace, ma più ne sento parlare più questa professionista non mi piace. I suoi lavori sono stati alquanto scadenti negli ultima anni (per non dire da sempre da quando c'è lei) e il fatto che si arroghi il diritto di decidere quali parole possono essere inserite o no, è assurdo!! Perchè poi si arriva a tradurre in maniera infatilizzata? Perchè? Il termine banale che l'adulto deve "ingoiare" per il bene dei bimbi che non capiscono (?) è un pensiero sbagliato in partenza. Con l'idea che questi sono prodotti principalmente per bambini, le canzoni sembreranno sempre stupide e scemette e non si cambierà mai la mentalità (principalmente italiana) che l'animazione è per bambini, quando dovrebbe essere un genere per TUTTI. Visto che dice lei stessa che il pubblico dei film disney è ampio, partisse dall'idea che il film è per TUTTI. I bambini non sono scemi, se c'è qualcosa che non capiscono, che non gli torna chiederanno a genitori, parenti, insegnati, altri bambini. Per cui non stesse a preoccuparsi troppo la signora Brancucci. I bimbi, se serve, le domande le fanno, per fortuna a quelle età non hanno ancora paura!!

Ps scusate ma allora la versione originale mi volete dire che sarebbe troppo complicata per i bimbi americani?? Non credo proprio e se fosse ci sarà SEMPRE qualcuno che potrà spiegare al bambino.


Quotone !
*PuMbA*
"A volte si userà un termine più “tenero” e l’adulto avrà la pazienza di tollerarlo, senza liquidarlo come “banale”, altre volte uno più complesso e, sempre l’adulto, dovrà avere la pazienza di spiegare al bambino cosa voglia dire (così il bambino impara un termine nuovo)"

A me questo sembra un buon compromesso. Vi prego, vi prego, vi prego. Noi siamo persone adulte e comprendo la nostra posizione, ma ricordiamoci per davvero che i film Disney sono rivolti ANCHE ai bambini. Non possiamo rompere le scatole se troviamo qualche termine stupidino. Come dice la Brancucci, portiamo pazienza. Esattamente come i bambini porteranno pazienza nel domandare cosa significhi "cristallizzare la realtà".
Logan232
CITAZIONE (*PuMbA* @ 24/1/2014, 13:04) *
"A volte si userà un termine più “tenero” e l’adulto avrà la pazienza di tollerarlo, senza liquidarlo come “banale”, altre volte uno più complesso e, sempre l’adulto, dovrà avere la pazienza di spiegare al bambino cosa voglia dire (così il bambino impara un termine nuovo)"

A me questo sembra un buon compromesso. Vi prego, vi prego, vi prego. Noi siamo persone adulte e comprendo la nostra posizione, ma ricordiamoci per davvero che i film Disney sono rivolti ANCHE ai bambini. Non possiamo rompere le scatole se troviamo qualche termine stupidino. Come dice la Brancucci, portiamo pazienza. Esattamente come i bambini porteranno pazienza nel domandare cosa significhi "cristallizzare la realtà".


Perdonami, ma è un contro senso bello e buono dopo che hai chiamato una canzone che letteralmente significa "Lasciare" con "All'alba sorgerò". Oltre tutto se in originale il testo non ricorre a semplificazioni eccessive, perchè farlo in italiano? I bambini anglofoni sono forse più intelligenti di quelli italiani? I compositori originali hanno già fatto il loro lavoro nel trovare il giusto compromesso di comunicazione ad un pubblico più ampio nei loro testi, basta assecondarli. Ed è un dato di fatto che la Brancucci infila "cuore", "amore" e "magia" dovunque a prescindere dall'artista o dal pezzo che sta adattando, e questo è lavorare male, c'è poco da dire. Perchè lo si fa? Perchè sono le rime più semplici da fare, non è un caso che, insieme a "melodia" e "armonia", siano i termini più abusati nelle sigle dei cartoni animati Mediaset scritte tutte a suo tempo da una giornalista improvvisatasi autrice di canzoni, tale Alessandra Valeri Manera (anche lei con la folle missione di trasformare anime di vario e ampio genere in semplici cartoni animati per bambini come lo erano stati i Puffi ad esempio).

Io sono cresciuto con i testi italiani di Roberto Di Leonardis e non mi sono mai sentito stupido o escluso dal film con i suoi versi molto poetici, ma anche con Ermavilo (che credo sia il padre di Lorena) e Centonze, eppure questa sciatteria di traduzione non l'ho mai trovata (forse giusto Centonze nei testi italiani di "Tarzan" ma vabbè).
*PuMbA*
CITAZIONE (Logan232 @ 24/1/2014, 13:19) *
Perdonami, ma è un contro senso bello e buono dopo che hai chiamato una canzone che letteralmente significa "Lasciare" con "All'alba sorgerò". Oltre tutto se in originale il testo non ricorre a semplificazioni eccessive, perchè farlo in italiano? I bambini anglofoni sono forse più intelligenti di quelli italiani? I compositori originali hanno già fatto il loro lavoro nel trovare il giusto compromesso di comunicazione ad un pubblico più ampio nei loro testi, basta assecondarli. Ed è un dato di fatto che la Brancucci infila "cuore", "amore" e "magia" dovunque a prescindere dall'artista o dal pezzo che sta adattando, e questo è lavorare male, c'è poco da dire.


Se rileggi l'intervista ha chiarito anche il perchè di quella scelta. Poi che sia giusta o sbagliata io non l'ho mai detto. In merito non mi sono infatti espressa. Ho semplicemente detto che alcuni termini più semplici e stupidotti ( per gli adulti ) devono essere tollerati, così come i bambini porteranno pazienza nel chiedere al genitore termini più difficili. Tutto qui wink.gif E' una scelta fatta dalla Brancucci che condivido, personalmente.

Come dice nell'intervista non è un lavoro facile riuscire ad adattare perfettamente delle canzoni, alcuni suoi lavori nemmeno a me piacciono tanto ma le canzoni in Frozen non mi sono sembrata così pessime. Poi che in originali siano nettamente superiori non lo metto in dubbio.

*PuMbA*
CITAZIONE (Logan232 @ 24/1/2014, 13:19) *
Io sono cresciuto con i testi italiani di Roberto Di Leonardis e non mi sono mai sentito stupido o escluso dal film con i suoi versi molto poetici, ma anche con Ermavilo (che credo sia il padre di Lorena) e Centonze, eppure questa sciatteria di traduzione non l'ho mai trovata (forse giusto Centonze nei testi italiani di "Tarzan" ma vabbè).


Pure io sono cresciuta con i testi di De Leonardis ed infatti la maggior parte dei dialoghi e delle canzoni non le capivo e spesso non comprendevo i termini usati. Ma ero una bambina e dei termini difficili non me ne curavo ( magari ero pure pigra nel domandare il significato ad un adulto o magari l'adulto non sempre era presente ) dato che c'era un buon compromesso tra termini facili e termini più complicati. L'unico film d'animazione che non capivo ed infatti non guardavo assiduamente era Alice.
Satine
Inanzitutto grazie mille per l'intervista!

volevo solo dire la mia smile.gif ...il fatto che un testo sia poco comprensibile come molti testi dei vecchi classici secondo me non è un problema. io non capivo alcune frasi e parole, sopratutto dei primi classici (giustamente, appartenendo ad un'altra epoca) ma il senso del film, la storia, li capivo benissimo, poichè per quanto fossi piccola certo non sono trame difficili e complicate quelle della disney wink.gif. sicuramente ora rivedendoli colgo molte cose in più (e grazie al cielo capisco tutti i testi biggrin.gif ) ma sono cose che non avrei comunque colto da bambina, perchè i bambini non vanno a guardare tutte le sottigliezze e i particolari su cui ci soffermiamo noi: loro vivono la storia e la magia in un modo molto diverso. mi rendo conto che noi adulti (me compresa) a volte andiamo al cinema quasi con "carta e matita" a segnare tutte le imperfezioni minime XD loro no. per i bambini frozen "è stupendo e non ha nessun difetto".
mi sono dilungata, ma il senso di ciò che volevo dire è che secondo me non deve usare stupidi termini bambineschi, perchè non è che il bambino è più felice se gli dici "amore" 50 volte in tutte le canzoni. quindi dovrebbe usare testi più "adulti" e esprimere concetti più profondi. quando i bambini di oggi cresceranno, li apprezzeranno ancora di più wink.gif
Logan232
CITAZIONE (Satine @ 25/1/2014, 11:22) *
mi sono dilungata, ma il senso di ciò che volevo dire è che secondo me non deve usare stupidi termini bambineschi, perchè non è che il bambino è più felice se gli dici "amore" 50 volte in tutte le canzoni. quindi dovrebbe usare testi più "adulti" e esprimere concetti più profondi. quando i bambini di oggi cresceranno, li apprezzeranno ancora di più wink.gif


Hai espresso in tono più pacato e meno polemico di me quanto intendevo dire, quotone !
ping
CITAZIONE (Logan232 @ 24/1/2014, 14:19) *
eppure questa sciatteria di traduzione non l'ho mai trovata (forse giusto Centonze nei testi italiani di "Tarzan" ma vabbè).

sai ci pensavo proprio l'altra volta ascoltando tarzan in originale, "due mondi una famiglia" ci stava benissimo nella metrica
non capisco perché mettere "c'è il tuo cuore che ti sta parlando, se vuoi ascoltalo"
Arancina22
CITAZIONE (ping @ 25/1/2014, 18:30) *
sai ci pensavo proprio l'altra volta ascoltando tarzan in originale, "due mondi una famiglia" ci stava benissimo nella metrica


In italiano non proprio: two worlds / one family sono 2 + 4 sillabe, due mondi / una famiglia sono 3 + 5 sillabe: avrebbero dovuto cambiare la metrica.
Pan
CITAZIONE (IryRapunzel @ 23/1/2014, 18:04) *
Finalmente questo piccolo progetto proposto da Daydreamer/Alessio nel topic di Frozen in Recensioni diventa realtà! smile.gif
Con il consenso di Pan, abbiamo deciso di renderlo una collaborazione, per questo l'intervista è stata pubblicata sia sul blog di Impero Disney (che gestisco).

Un enorme grazie anche da parte mia per aver condiviso con noi questa interessante intervista. smile.gif
I testi italiani di "Frozen" non mi sono affatto dispiaciuti, sebbene si discostino parecchio da quelli originali. Il verso "Un mio pensiero cristallizza la realtà" in Let it Go è da antologia. smile.gif
warhol_84
CITAZIONE (Arancina22 @ 25/1/2014, 18:37) *
In italiano non proprio: two worlds / one family sono 2 + 4 sillabe, due mondi / una famiglia sono 3 + 5 sillabe: avrebbero dovuto cambiare la metrica.


Ovvero quello che fa la signora Brancucci in quasi tutti i suoi testi. Il lavoro di adattatrice, la prossima volta ricordateglielo, non è l'autrice. L'adattatore si deve mettere al servizio di ciò che un autore ha già fatto. In questo caso un plurivincitore di tony Awards...la signora, in questa intervista ci ha reso partecipi del fatto che: scrive per i bambini, se ne frega di quello che gli autori originali scrivono trovando una sua chiave di lettura in cose che non ha scritto lei e delle quale dovrebbe avere rispetto, non ha la minima idea di cosa sia il musical theatre...
Arancina22
CITAZIONE (warhol_84 @ 26/1/2014, 14:48) *
Ovvero quello che fa la signora Brancucci in quasi tutti i suoi testi. Il lavoro di adattatrice, la prossima volta ricordateglielo, non è l'autrice. L'adattatore si deve mettere al servizio di ciò che un autore ha già fatto. In questo caso un plurivincitore di tony Awards...la signora, in questa intervista ci ha reso partecipi del fatto che: scrive per i bambini, se ne frega di quello che gli autori originali scrivono trovando una sua chiave di lettura in cose che non ha scritto lei e delle quale dovrebbe avere rispetto, non ha la minima idea di cosa sia il musical theatre...


Sono d'accordo Warhol: mi piacerebbe in generale più rispetto verso le opere originali in confronto a quello che lei ha dimostrato in questa intervista.
IryRapunzel
Vi ringrazio tutti per commenti e critiche, sono contenta che ne sia uscito fuori un bel dibattito, alla fine era (anche) quello l'obiettivo. smile.gif

CITAZIONE (*PuMbA* @ 24/1/2014, 11:14) *
Non ho altro da dire se non ad Iry di continuare su questa strada, è LA TUA STRADA. Hai ancora tanto da imparare ma la tua professionalità, gentilezza, e disponibilità anche verso chi non ha apprezzato del tutto il tuo ( vostro ) lavoro denota una certa maturità. E ripeto: voglio una figlia come te u.u


Esagerata blush2.gif Proprio perché ho tanto da imparare tengo molto care le critiche (costruttive) che mi fanno. La prossima intervista sarà migliore smile.gif

CITAZIONE (Ariel's Lover @ 24/1/2014, 12:37) *
Mi rendo conto benissimo della tua posizione nel fare l'intervista e del tuo punto di vista. Mi rimane però l'amaro in bocca perchè tante altre cose ci sarebbero state da discutere. Ma perchè solo 5 domande? sad.gif E' una cosa che vi/ti hanno imposto?


Purtroppo sì. Per questa volta è andata così, ma volendo l'esperimento si potrà ripetere! La prossima volta magari andremo più sul particolare e selezioneremo le domande tutti insieme, stavolta non ho potuto fare più di così smile.gif

CITAZIONE (Ariel's Lover @ 24/1/2014, 12:37) *
il fatto che si arroghi il diritto di decidere quali parole possono essere inserite o no, è assurdo!!


Quello che ho capito io è che è qualcosa di imposto da fuori, non che lei si preclude alcuni termini...
brigo
Sarebbe interessante se la Brancucci potesse leggere-partecipare a questa discussione: così potrebbe rispondere a ciò che effettivamente preme di più a chi è appassionato di adattamento, e chi ha realizzato l'intervista non si sentirebbe in imbarazzo a proporre certe considerazioni/domande/critiche un po' scomode.
warhol_84
Posso chiedere come mai solo in Italia le domande devono essere sempre e solo dei microfoni stesi su tappeti rossi e la minima domanda (lecita) un po' critica è ritenuta una domanda "scomoda"? Scomoda per cosa, per chi? Una domanda è una domanda. Sennò non diventano domande, ma microfoni poggiati alla bocca dell'intervistato che potrà fare dei monologhi. Nel resto dei paesi occidentali non funziona così, qui da noi sì. E' un peccato.
Scissorhands
CITAZIONE (warhol_84 @ 26/1/2014, 14:48) *
Ovvero quello che fa la signora Brancucci in quasi tutti i suoi testi. Il lavoro di adattatrice, la prossima volta ricordateglielo, non è l'autrice. L'adattatore si deve mettere al servizio di ciò che un autore ha già fatto. In questo caso un plurivincitore di tony Awards...la signora, in questa intervista ci ha reso partecipi del fatto che: scrive per i bambini, se ne frega di quello che gli autori originali scrivono trovando una sua chiave di lettura in cose che non ha scritto lei e delle quale dovrebbe avere rispetto, non ha la minima idea di cosa sia il musical theatre...

Esattamente quello che stavo per scrivere! Questo è il fulcro di tutto. Perché un adattatore deve porsi problemi che sono già stati risolti? Sono già stati gli autori a decidere quali parole usare, e compito dell'adattatore è "solo" quello di colmare un eventuale gap culturale (problemi tecnici a parte come il sync, la metrica etc...)

Innanzi tutto mi unisco ai ringraziamenti a Irene e a tutti coloro che hanno reso possibile questa interessante intervista. Di buono c'è che la Brancucci è stata molto disponibile e, sebbene non sia stata "messa alle strette", ha rivelato secondo me (come avete già messo in evidenza) più di quanto volesse dire riguardo al suo lavoro.

Capisco benissimo quello che dice Logan232 e sono perfettamente d'accordo ma, come Iry ha ben messo in evidenza, probabilmente non erano nella posizione di fare domande così scomode... altrimenti è molto probabile che la Brancucci avrebbe risposto come Servillo che ha mandato a quel paese una giornalista che, sicuramente scegliendo un pessimo momento (si stava festeggiando la vittoria ai Globes), gli ha voluto chiedere delle critiche rivolte al film.

Insomma, queste domande delicate vanno poste molto molto bene e, credetemi, non è affatto facile e probabilmente un' intervista non è il momento più opportuno.
Nel caso sarebbe meglio scrivere una lettera aperta, in cui ovviamente non si offenda il lavoro di nessuno, ma si facciano tutte le critiche puntuali che abbiamo evidenziato.

Comunque complimenti a Iry e al tuo staff! wink.gif
Scissorhands
CITAZIONE (warhol_84 @ 26/1/2014, 16:06) *
Posso chiedere come mai solo in Italia le domande devono essere sempre e solo dei microfoni stesi su tappeti rossi e la minima domanda (lecita) un po' critica è ritenuta una domanda "scomoda"? Scomoda per cosa, per chi? Una domanda è una domanda. Sennò non diventano domande, ma microfoni poggiati alla bocca dell'intervistato che potrà fare dei monologhi. Nel resto dei paesi occidentali non funziona così, qui da noi sì. E' un peccato.

Come ho scritto su, non è che le domande scomode non si possano fare... devono essere fatte nel modo giusto e, mi dispiace, ma conta moltissimo chi le fa.
In questo caso un gruppo di fan ha chiesto e ottenuto un'intervista con una professionista di una certa importanza che ha dedicato loro del tempo... di certo non potevano impostare tutta l'intervista su "il tuo lavoro è piaciuto davvero a pochi per queste ragioni"... immagino che il tempo a disposizione sia stato anche molto poco, quindi ovvio che abbiano dovuto scegliere una strada più soft e generale...
Soprattutto se avevano a disposizione 4-5 domande. E' difficile davvero formulare domande più o meno "scomode" senza poi portare prove. Quindi si dovrebbero citare quasi punto per punto tutti i versi in questione, e chiedere il perché di quella scelta etc... Per come penso si sia svolta l'intervista (che la immagino come una gentile concessione della Brancucci) non penso proprio sarebbe stato il caso e non penso avrebbero avuto il tempo di improvvisarsi maestrini di adattamento.

Secondo me se volete davvero fare arrivare queste pesanti critiche (stiamo parlando di mettere in discussione TUTTO il suo corpus di adattamenti) bisogna scrivere una lettera NON a nome del forum ma con nome e cognome delle persone che la scrivono.
Logan232
Io non metto assolutamente in discussione che ci siano delle difficoltà notevoli nel lavoro della Brancucci (ma quale lavoro non ne ha?) e non reputo il suo lavoro in "Frozen" totalmente da cassare, ma ci sono alcune cose che di principio non vanno bene in come lei si rapporta al suo lavoro e cioè: cambiare tutte le metriche ed essere convinta che il suo lavoro sia scrivere principalmente per i bambini. Su tutto il resto io non sto con i fucili spianati perchè non è che gli adattamenti passati fossero esenti da imperfezioni, tuttavia non si può non concordare che, come in originale Menken abbia sempre cercato di spingere i suoi limiti artistici un pò più in là a seconda dell'argomento trattato nel film, lo stesso ha fatto a suo tempo Centonze.

Sulle metriche ho già detto che vorrei ci spiegasse se veramente è la Disney Italia a non volere più parole elise per non invecchiare le canzoni e perchè, in caso di risposta affermativa, sono invece ammessi termini come "sex appeal" o altre parole di matrice straniera (la cosa non ha davvero il minimo senso).

Ed oltre tutto cosa c'è di male, quando si procede all'adattamento, nel chiederle di contattare gli autori originali e cercare di farsi spiegare qual è il loro esatto metodo di composizione e cosa tengano venga maggiormente conservato nelle versioni estere (così lei capirebbe meglio le canzoni e in più saprebbe maggiormente quale aspetto privilegiare di volta in volta nell'adattamento e traduzione che, per forza di cose, sarà sempre diverso per ogni autore che lavorerà ad ogni film).

Lorena Brancucci è subentrata in questo lavoro quando la Disney in primis non si curava per nulla della musica nei suoi film ed è ovvio che se la sig.ra non ha lavorato bene sugli "straordinari" pezzi dei sequel direct-to-video, in finale chissene (per il semplice fatto che erano canzoni sciatte già di loro, fare di peggio era davvero da Guinness - e comunque mi ricordo il ragù blu da qualche parte che sto ancora in WTF mode). Da "Princess and the Frog" in poi è ovvio che il lavoro della Brancucci si è fatto più serio e quindi più difficile. Io non condanno determinate incertezze in un verso qua e là, ma è proprio il principio con il quale lei adatta (e cioè, semplificare tutto per i bambini o comunque che il suo lavoro sia all'80% per dei bambini e quindi spetti a lei infantilizzare qua e là che non sia mai il bambino poi non capisce) che è dannatamente sbagliato, e lei deve capirlo. Randy Newman che è un cantante jazz (che quindi NON FA MUSICAL) si traduce in un modo, Menken che invece ha vinto "solo" 8 premi Oscar venendo da Broadway si traduce in un altro modo, ed infine i Lopez (che sono un "volto nuovo" dell'ambiente di Broadway) si traducono in un altro ancora. Non è che tutti loro devono prendere il "Lorena Brancucci Style" e chissene, perchè hanno una determinata cifra stilistica che in un lavoro di adattamento VA PRESERVATA, e in italiano "La Principessa e il Ranocchio", "Rapunzel" e "Frozen" sembrano composti tutti dalla stessa autrice di canzoni.

Se poi la Brancucci si offende e non risponde oppure ha l'animo sensibile e quindi bisogna stare attenti a come le si parla, addio e grazie.

La verità è che credo la colpa stia a monte del supervisore artistico e, se così fosse, si potrebbe chiedere alla Brancucci se si potesse trovare un modo di far ragionare il sig. Morville (perchè tanto sono sicuro che gran parte della colpa di un certo degrado delle edizioni italiane Disney sia da imputare alla sua gestione).

A me non pare di dire assurdità, boh.
warhol_84
Non le dici affatto. Sono tutte cose sensate e giuste. Un ulteriore appunto. Le parole tronche non le amo neanche io: nei musical il cantato è un continuo del recitato e nessuno recita dicendo "amor" "cuor" "Ancor"....questo non significa che il non utilizzo di parole tronche lasci la possibilità di alterare la metrica così impunemente come fa la signora. Serve semplicemente spremersi un pochino di più le meningi per trovare parole che rientrino nella metrica originale. Travaglio e gli altri adattatori di musical ci riescono. La signora no. Chissà come mai.
IryRapunzel
CITAZIONE (warhol_84 @ 26/1/2014, 16:06) *
Scomoda per cosa, per chi? Una domanda è una domanda.


Scomoda per me, al momento, perché non sono una giornalista che può permettersi di incalzare ma una ragazza (molto giovane, tra l'altro, e se può sembrare un particolare irrilevante, vi giuro che non lo è) che ha chiesto e ottenuto di poter fare delle domande. Non ho problemi a dirlo perché sono soddisfatta del lavoro che ho fatto. Accetto le critiche, ovviamente, ma vi chiedo di capire anche i limiti che mi impongono ma soprattutto che mi sono auto-imposta.
Del resto, se qualcuno di voi volesse fare altre domande, la sua mail è a disposizione sul suo sito. E' una persona molto disponibile e sono sicura che risponderà senza problemi. Io ho fatto una scelta, sbagliata o no, e ho deciso di lasciare spazio a lei e farla parlare del suo metodo, del suo lavoro, della sua personale visione. Noi sappiamo cosa vogliamo dagli adattamenti Disney, ma nessuno si era mai preso la briga di conoscere lei e il suo lavoro. Nemmeno a me piacciono molti dei suoi adattamenti, non sono certo andata a stenderle il tappeto rosso sotto... L'ho fatta parlare e ho tentato di capire e di far capire le sue motivazioni, tutto qua. Che poi credo sia quello che un'intervista deve fare.
Logan232
Irene ci tengo a precisare che a me dispiace per alcuni toni accesi che ho avuto nel mio primo post di questa discussione, ma voglio ribadire che l'aggressività che sto mostrando è tutta per la Brancucci e non per te. E' anche vero che se stiamo sviscerando tutto questo è perchè tu ti sei presa la briga di porle le TUE domande (pacate e garbate), dando modo alla sig.ra di esporci un pò della sua filosofia di pensiero, e quindi ti ringrazio per questo.

Credo che anche gli altri "criticoni" come me siano più seccati dall'elusività mostrata dalla sig.ra alle tue domande piuttosto che dal tuo lavoro, quindi cerca di stare tranquilla e ripeto che mi spiace se ti ho messo a disagio perchè non era mia intenzione.

Detto questo, direi di procedere con un topic per raccogliere domande da parte di tutto il forum, cercare di raggrupparle e formularle nel modo più corretto possibile e vedere come reagirà mrs. Brancucci. A quel punto trarremo le nostre conclusioni; dopotutto mi sembra giusto che si faccia presente a chi di dovere che un certo modo di lavorare è sbagliato e il perchè lo è, altrimenti non otterremo mai qualcosa di concreto, a parte lamentarci wink.gif
IryRapunzel
Probabilmente ho scritto con un tono più duro di quello che intendessi, scusate! Non sono affatto a disagio e, come ho scritto, ho apprezzato tutte le critiche smile.gif Ho solo risposto facendo presente che purtroppo non avrei potuto fare in altro modo... Davvero nessun problema da parte mia, anzi!
GasGas
ringrazio molto irene per l'intervista smile.gif è servita a farci capire il suo modo di lavorare in maniera molto chiara wink.gif e a me non piace proprio...un modo di lavorare del cavolo proprio... un adattatore che si prende la libertà di reinterpretare i toni e le intenzioni di artisti pluripremiati che forse ne sanno un po' più di lei . secondo me è a loro che dovremmo rivolgerci e fargli sapere degli scempi che subiscono le loro creazioni...in genere a un artista sapere che il suo lavoro viene banalizzato fa incazzare...si perde tutto il significato del lavoro svolto.
la signora brancucci in pratica ha amabilmente ammesso che quando adatta cerca di infantilizzare per quanto può in modo che i bambini non ci restino male se non capiscono....io non lo so....ma vi rendete conto? i film disney sono anche per bambini, ma i wdas sono uno studio che produce cinema da 80 anni!!! ci pensino gli autori originali (e lo fanno) a trovare l'equilibrio per le fasce di pubblico varie a cui il film si rivolge. cioè, non solo bisogna combattere contro gli eventuali scempi che a volte , fortunatamente la disney non tanto, gli autori originali possano propinarci all'interno di un bel film, ma qui in italia dopo dobbiamo sperare di non incappare in un ulteriore filtro edulcorante attraverso il quale viene fatto passare tutta un opera. ma che diavolo...? poi invece sex appeal va bene...mah??? questo è un atteggiamento che rasenta la censura, e non credo di esagerare!
ping
CITAZIONE (Logan232 @ 26/1/2014, 19:43) *
Irene ci tengo a precisare che a me dispiace per alcuni toni accesi che ho avuto nel mio primo post di questa discussione, ma voglio ribadire che l'aggressività che sto mostrando è tutta per la Brancucci e non per te. E' anche vero che se stiamo sviscerando tutto questo è perchè tu ti sei presa la briga di porle le TUE domande (pacate e garbate), dando modo alla sig.ra di esporci un pò della sua filosofia di pensiero, e quindi ti ringrazio per questo.

Credo che anche gli altri "criticoni" come me siano più seccati dall'elusività mostrata dalla sig.ra alle tue domande piuttosto che dal tuo lavoro, quindi cerca di stare tranquilla e ripeto che mi spiace se ti ho messo a disagio perchè non era mia intenzione.

Detto questo, direi di procedere con un topic per raccogliere domande da parte di tutto il forum, cercare di raggrupparle e formularle nel modo più corretto possibile e vedere come reagirà mrs. Brancucci. A quel punto trarremo le nostre conclusioni; dopotutto mi sembra giusto che si faccia presente a chi di dovere che un certo modo di lavorare è sbagliato e il perchè lo è, altrimenti non otterremo mai qualcosa di concreto, a parte lamentarci wink.gif

non se ne fa più niente di questa idea? è molto interessante
Logan232
Ditemi in che sezione aprire il topic e lo faccio. Unica cosa è che al momento sono molto occupato con la scrittura della tesi di laurea quindi per l'intervista vi chiederei di attendere qualche settimana e nel frattempo dare l'opportunità a tutti di porre le proprie domande così da raccoglierle ok? wink.gif
Mad Hatter
CITAZIONE (Logan232 @ 16/2/2014, 20:45) *
Ditemi in che sezione aprire il topic e lo faccio.

Qui in Universo Disney va benissimo. Saluto.gif
LaBestia
Questi commenti un po' mi commuovono perché è quello che penso anch'io da anni. Secondo me la Brancucci dovrebbe capire che se è lì è sicuramente perché, come in Italia siamo ben abituati, a partire dalla politica, lo deve sicuramente al padre.
Come altri hanno detto, la responsabilità è di Morville. Ho da anni l'impressione che il direttore artistico assegni il lavoro alle solite persone (amici?) ... Dico io. In Francia, gli adattamenti Disney vengono affidati a diversi parolieri ... per intenderci quello di Rapunzel non è lo stesso di Frozen. Perché in Italia la famiglia Brancucci deve tenere il monopolio??

Indipendentemente da una mia mal celata antipatia nei confronti della signora ( non le perdonerò mai questa sua leggerezza negli adattamenti), ormai che si può fare? Lei c'è e non si schioderà mai. Almeno che apra gli occhi e accolga le critiche costruttive. Sentendo più campane, il suo lavoro può migliorare.
Lorena, non so se leggerai mai ma ..... A VOLTE, LA PASSIONE PER IL PROPRIO LAVORO NON BASTA.
ping
CITAZIONE (LaBestia @ 17/2/2014, 18:20) *
Dico io. In Francia, gli adattamenti Disney vengono affidati a diversi parolieri ... per intenderci quello di Rapunzel non è lo stesso di Frozen

non la sapevo questa cosa post-6-1111346575.gif ma anche da loro si perde il riferimento alle porte, l'amore è un regalo, mah dry.gif dry.gif

l'ideale per noi sarebbe Travaglio, ma credo che sia troppo impegnato per pensare alle canzoni Disney
Labarono
Non ho mai visto Frozen, ma proprio l'altro giorno un utente mi ha chiesto come avrei adattato "let it go".

Ho cercato di mettermi nelle stesse condizioni d'un adattatore originale (per quanto non sia un professionista e non abbia esperienza in merito):
Ho tentato di seguire l'originale dal punto di vista della pronunzia, e di contestualizzare il più possibile le azioni della protagonista, naturalmente, senza sentire la versione italiana.

Questo è ciò che ne è venuto fuori (onestamente, non credo che delle elisioni "invecchino" il testo)....

http://versioniritmiche.blogspot.it/2014/0...o-versione.html

E' anche vero che: una cosa è tradurre una canzone, altra cosa è tradurne dieci, così come ci sono canzoni per cui uno parte ispirato, e altre per cui lo è meno...

...però...

PS
Per inciso... ho provato a contattare la Disney, diverse volte, proponendomi di dare una mano- senza rubare il lavoro a nessuno - (non perché sia presuntuoso, ma perché credo di fare cose che, quantomeno, meriterebbero d'esser valutate)...
...non m'hanno mai risposto...
IryRapunzel
Complimenti, Labarono! C'è qualcosa che non mi convince, ma il verso "un brivido vale la libertà" è davvero splendido!
Simba88
"dimostra al mondo chi sei tu
vai oltre i limiti e più sù
scegli una strada, ovunque sia,
e via!"

Già solo questi quattro versi li reputo migliori di tutta la versione ufficiale italiana; complimenti per l'eccellente lavoro!!
E' un peccato che la Disney non ti abbia risposto, secondo me hanno perso un'occasione!
Logan232
CITAZIONE (Simba88 @ 22/2/2014, 20:11) *
"dimostra al mondo chi sei tu
vai oltre i limiti e più sù
scegli una strada, ovunque sia,
e via!"

Già solo questi quattro versi li reputo migliori di tutta la versione ufficiale italiana; complimenti per l'eccellente lavoro!!
E' un peccato che la Disney non ti abbia risposto, secondo me hanno perso un'occasione!


Quoto, splendido lavoro ! Qualcosa da aggiustare qua e là, ma meglio qualcosa che abbia colto il senso della canzone pienamente che una traduzione a tratti troppo letterale e con altri momenti totalmente fuori dal mondo. Bravo bravo
ping
posso proporti un adattamento ? sempre disney
Questa è la versione 'lo-fi' del forum. Per visualizzare la versione completa con molte più informazioni, formattazione ed immagini, per favore clicca qui.