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Versione completa: Ant-Man
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Nuovo concept art

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Ant-Man: le dichiarazioni di Peyton Reed sul cammeo di Falcon

Ovviamente non volevo che fosse il primo fiasco targato Marvel Studios, ma è andata bene. Mi pare che il pubblico abbia reagito bene a quello che abbiamo cercato di fare, ovvero un film di supereroi più intimo focalizzato principalmente sulla storia di un padre e di sua figlia”.

Sono queste le parole rilasciate dal regista Peyton Reed a USA Today circa il successo del suo Ant-Man, che ha diretto dopo l’abbandono del progetto da parte di Edgar Wright.

Il filmmaker ha anche parlato della dinamica che ha portato all’inclusione del cammeo di Falcon:

L’ingresso di Falcon nel film è avvenuto quando Paul Rudd e Adam McKay hanno cominciato la riscrittura della sceneggiatura e stavamo discutendo di cosa aggiungere. Visto che si trattava di un Heist Movie in cui Scott doveva recuperare questo pezzo di tecnologia di cui aveva bisogno, ci sembrava carino metterlo alle prese con una situazione inaspettata per cui non era ancora preparato. Abbiamo parlato a lungo di chi avrebbe potuto trovarsi davanti e abbiamo scelto Falcon. L’incontro dei loro poteri pareva adatto al tipo di situazione che volevamo ideare […] La Marvel non è mai venuta da noi a ordinarci “Piazzate Thor nel film”, semmai siamo stati noi ad andare da loro a comunicare che l’inserimento di Falcon pareva del tutto organico.



USAtoday/BT

http://www.usatoday.com/story/life/movies/...-clip/75657630/
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Nuova featurette

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Nuovo concept art

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Ant-Man: online una scena tagliata

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Ant-Man: online la scena a metà dei titoli di coda

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Ant-Man: il sequel sarà “diverso”, Petyon Reed sulla morte di Antony

In un’intervista con l’USA Today Peyton Reed ha alluso a un problema che ha fatto scatenare alcune mamme dopo la visione di Ant-Man: la morte di Antony.

Analizzando lo script ci piaceva sempre di più l’idea di questo sacrificio. Potevamo puntare a una reazione emotiva scatenata dalla morte di una formica in un film chiamato Ant-Man? Tutti schiacciano le formiche ogni giorno, eppure ci siamo decisi a dare pathos a quel momento. È stato un momento tragico ma bizzarro.

Alcune mamme mi hanno scritto per dire: ‘Mio figlio è sconvolto dalla morte di Antony. Può dirmi se è morto sul serio?’. Io avrei potuto dire: ‘Beh, sì. Forse è ora che lei spieghi a suo figlio che certe cose accadono’. Alla fine ho risposto che la vita media di una formica è di 12 settimane, quindi è probabile che sarebbe comunque morto presto.

Il filmmaker ha poi alluso brevemente al sequel Ant-Man and the Wasp:

Sono tremendamente emozionato. Faremo cose davvero molto diverse nel prossimo film e che abbiamo anticipato nel primo episodio: ce la spasseremo, puntando a fare sia qualcosa di più grosso che di più piccolo.

USATODAY /BT

http://www.usatoday.com/story/life/movies/...-clip/75657630/
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Nuova scena eliminata

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Nuova scena eliminata e due featurette





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Ant-Man: si ride e si balla in un estratto dalle papere sul set

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Ant-Man: nuova divertente scena eliminata con Paul Rudd

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Da Ant-Man a Civil War, Jake Morrison ci parla degli effetti visivi in casa Marvel

Jake Morrison è uno dei VFX supervisor di fiducia dei Marvel Studios. La sua carriera è iniziata alla fine degli anni ’90 con pellicole minori, e ha ricevuto una bella sterzata con Mission: Impossible II e un impiego sul set di Harry Potter e la Pietra Filosofale. Da lì è passato al franchise di Spider-Man, alla supervisione del compositing per Il Signore degli Anelli – Le Due Torri e poi a Matrix. La sua avventura con l’Universo Cinematografico Marvel ha avuto inizio con Iron Man 2; a ruota sono seguiti Thor, Avengers, il cortometraggio Item 47, Thor: the Dark World e infine, almeno per il momento, Ant-Man.

In occasione dell’approdo in home video del cinecomic di Peyton Reed abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il supervisore di effetti visivi. Ve ne proponiamo una trascrizione qui di seguito.

Prima di tutto, quanto tempo hai lavorato a Ant-Man?

Quasi due anni in effetti. La Marvel tende a coinvolgerti da quando è pronto il primo trattamento fino alla consegna del prodotto finito. Per questi film ci vogliono circa 2 anni di lavoro, almeno per quanto concerne la mia posizione.

Visto che eri a bordo del progetto fin dall’inizio, immagino che tu abbia avuto a che fare con un certo Edgar Wright…

Sì, ho lavorato a tutta la pre-produzione con lui. Sono un suo grande fan, L’Alba dei Morti Dementi è uno spettacolo, quindi sono felicissimo di aver avuto l’occasione di collaborare con lui. E’ un regista davvero in gamba, ti mette a tuo agio e ha sempre un mucchio di idee. Mi dipiace che alla fine non abbia funzionato, anche se devo ammettere che Peyton [Reed] è stato il regista più adatto a ricevere il testimone di Edgar. E’ un filmmaker di grande talento che ha fatto decisamente al caso nostro in un momento molto teso.

Hai dovuto apportare modifiche al lavoro fatto con Wright quando è subentrato Reed?

Qualcuna. Sostanzialmente abbiamo dovuto modificare alcune sequenze progettate in fase di storyboard, anche se in ogni caso si tratta di un processo naturale. E’ praticamente ovvio che le scene d’azione siano in continuo sviluppo, quindi non è stato particolarmente diverso per noi. L’altro aspetto da tenere in considerazione è che visto c’era molta attenzione su tutto l’universo “Macro”, sul mondo dal punto di vista di Ant-Man, sin dall’inizio sapevo che avremmo dovuto sviluppare una tecnologia tutta nuova per permettere al pubblico di sentirsi coinvolto. Alla luce di ciò, anche se alcune sequenze cambiavano in termini di progettazione, mi sono comunque focalizzato sulla priorità del momento: trovare i mezzi pratici per portare Ant-Man sul grande schermo. Fossero stati altri film, magari un cambio di regista avrebbe provocato una battuta d’arresto; in questo caso l’unico effetto collaterale è stato lo slittamento delle riprese di 10 settimane, il che ci ha tolto 10 settimane di post-produzione. E per noi è stato un problema, perché avevamo un corposo programma da rispettare in meno tempo. Ma, ripeto, visto che dovevamo prima portare avanti la tecnologia, alla fine non è stato poi un colpo così duro.

Jake Morrison sul set di Avengers
Jake Morrison sul set di Avengers

Lavori in questa industria (e con la Marvel) da tanto tempo: come credi siano cambiati gli effetti visivi e che rapporto ha tale cambiamento sui film che narrano di restringimenti?

Lavorare con la Marvel è sempre una bella eperienza, sono un lavoratore indipendente, ma è sempre un piacere tornare a lavorare per loro visto che continuano a chiedermelo. Quello che mi piace dei Marvel Studios è che mettono in primo piano storia e personaggi prima di tutto il resto, non creano la storia in base alle potenzialità degli effetti visivi ad esempio. Sviluppano un racconto e poi si apettano che noi siamo in grado di dargli vita [ride]. In qualità di supervisore, queste sono le persone con cui vuoi lavorare, perché invece di navigare in territori già esplorati, la Marvel rischia: quando accetti un impiego del genere, sai che sei destinato a creare qualcosa di inedito per le persone, ed è eccitante.

Per rispondere all’altra tua domanda sui film a tema restringimento, dire che è stato angosciante non è un’esagerazione. Ogni film del passato – e ho fatto tantissime ricerche in merito – com Darby O’Gill e il Re dei Folletti, Radiazioni BX: Distruzione Uomo, Viaggio Allucinante, Tesoro Mi Si Sono Ristretti i Ragazzi, I Rubacchiotti – tutti questi film sono il prodotto della tecnologia cinematografica avanzata del tempo, e sono progettati per far vivere al pubblico un’esperienza nuova, qualcosa di mai visto prima, in modo da condurli in un viaggio emozionante e mai provato prima. E’ proprio questo il segreto per dare vita a un certo tipo di storie, c’è una componente di cui bisogna tenere conto, che è – metaforicamente – la mano che trascina gli spettatori dalle loro comode poltrone al grande schermo. E per farlo ognuno dei film che ho citato ha sviluppato la migliore tecnologia possibile: soltanto così si sarebbe indotto il pubblico a credere che i protagonisti fossero davvero diventati piccoli. In Darby O’Gill, ad esempio, c’era molta propettiva forzata; in Radiazioni X scomponevano il negativo in due parti e poi giravano la scena su due scale di proporzione diverse. Il pubblico di oggi è diventato molto più sofiticato, perciò ci voleva qualcosa di più speciale, altrimenti si corre il grande rischio di sembrare retrogradi o antiquati. E poi, se un solo fotogramma sembra creato al computer, e quindi non fotorealistico, perdi il pubblico e la sua sospensione dell’incredulità, ed è l’ultima cosa che la Marvel vuole. La responsabilità – puoi capire – è elevatissima.

Immagino perfettamente. E immagino che ci fosse anche tanta responsabilità attorno al Regno Quantico, che dovrebbe avere una certa importanza nei prossimi capitoli. Come lo avete lo sviluppato e quanto è stato difficile?

Il Regno Quantico è stato così interessante da sviluppare, abbiamo dovuto studiare tanto, e dico sul serio. Ci ha aiutato un fisico, il dottor Spiros Michalakis che ci ha fatto da consulente. E’ venuto ad Atlanta per una serie di lezioni di fisica, vere e proprie masterclass incentrate sulla fisica quantistica; eravamo tutti artisti – e non fisici – quindi ci ha proposto una versione delle cose un po’ più “potabile”. Nel film la sequenza sembra un viaggio unico, ma in realtà Scott passa attraverso svariati livelli. La prima sezione è la “Polvere”, e riguarda tutto ciò che c’è nell’aria, il pulviscolo e così via; il secondo stadio è il “Macro”, il livello dei virus; poi si passa è al regno delle molecole, a quello degli atomi e infine alla parte veramente interessante, il Caleidoscopio. Qui è dove – secondo la fisica – tutto quello che può succedere succede in simultanea. C’è un momento nel film in cui Ant-Man arriva a questo livello in cui accadono cose folli: a un tratto si vedono migliaia di Ant-Men, il che è un rimando al fatto che sia una realtà in cui più realtà coesistono. Dopo questo livello c’è il Vuoto, il regno del nulla. E’ qui che il regista ha voluto ambientare la parte più emotiva, quella in cui Scott sente la voce di Cassie. Peyton voleva suggerire l’idea che ci fosse la possibilità di perdersi in quel mondo, che Scott contini a restringersi all’infinito. Ed è stata una vera sfida: volevamo puntare a qualcosa di visivamente interessante ma non troppo sperimentale. Spero di aver fatto un buon lavoro.

Poche ore fa è arrivato il primo trailer di Captain America: Civil War, l’hai visto? Nel film, è cosa nota, ci sarà anche Ant-Man. Hai discusso con la Marvel in proposito per garantire coerenza in termini di resa visiva delle sue scene?

Naturalmente! Victoria Alonso, capo della divisione degli Effetti Visivi, si assicura sempre che tutto l’operato, le “trovate” e i traguardi del team vengano diffusi in tutto il settore. Abbiamo principalmente discusso delle tecniche di riprese dell’ambiente e abbiamo convenuto che la cosa migliore da fare è di non creare niente in CGI, ma di avere sempre un set reale di riferimento. Per il film di Ant-Man non c’era nulla di esclusivamente virtuale: quando vedi Scott correre in giro nei vari ambienti, tutto quello è stato creato fisicamente e poi passato al computer per dare al regista la libertà di spaziare con una cinepresa virtuale, ma il punto di partenza era un set vero creato dai nostri scenografi e illuminato dal direttore della fotografia. Lo stesso modus operandi è stato adottato sul set di Civil War.

Personalmente non vedo l’ora! Dopo due anni di lavoro senza sosta immagino che tu ti sia preso una bella pausa….

Puoi dirlo forte! Al momento mi sto godendo un po’ di relax con la mia famiglia in occasione del Ringraziamento.

E poi?

Si comincia con Thor: Ragnarok. Inizieremo a brevissimo e in tutta onestà non vedo l’ora.

BT

http://www.badtaste.it/2015/11/26/excl-da-...-marvel/151873/
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Ant-Man: una nuova featurette tratta dall’edizione home video

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Ant-Man: un concept mostra la versione alternativa del costume di Calabrone

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Ant-Man: online un nuovo video con gli errori sul set

Fra X
Sono veramente rimasto stupito del ringiovanimento digitale di Michael Douglas. ohmy.gif Non sapevo poi fosse stato operato anche su Jeff Bridges in "Tron legacy"! Aggiungiamoci pure lo Schwartzy fatto completamente al computer in TG... chissà se nei film si farà sempre più uso di ciò! biggrin.gif
Simba88
Ant-Man: per Evangeline Lilly un punto di forza dei film Marvel è nel “non prendersi troppo sul serio”

Durante uno dei panel presso l’Emerald City Comic Con, Evangeline Lilly ha avuto modo di parlare del proprio coinvolgimento in Ant-Man, un progetto che inizialmente vedeva alla regia Edgar Wright e che è poi stato diretto da Peyton Reed. L’attrice ha rivelato di aver considerato, in precedenza, l’idea di lasciare la recitazione dopo aver preso parte a Lost, ipotesi che ha poi accantonato quando Peter Jackson le ha offerto un ruolo nella trilogia de Lo Hobbit. Quando venne contattata da Wright, Lilly non aveva alcuna familiarità con l’Universo Cinematografico Marvel. Come raccontato dall’attrice:

"L’unico film che avevo visto all’epoca era Iron Man e non sapevo nemmeno che fosse un film Marvel. Allora pensavo ancora cose tipo “Non voglio fare uno stupido film di supereroi”."

Tuttavia, l’attrice ebbe modo di ricredersi completamente e di essere stata attratta dal progetto di Ant-Man per via del coinvolgimento di Paul Rudd nel film:

"Paul Rudd… chi mai ingaggerebbe Paul Rudd nei panni di un supereroe? Nessuno! Quindi in sostanza mi sono detta “Fammi un attimo vedere che stanno combinando questi ragazzi della Marvel” e apparentemente stavano preparando qualcosa di incredibilmente ganzo! Mi ero del tutto persa questi ragazzi che stavano facendo film di supereroi che non si prendono troppo sul serio. E tra un anno devo mettermi il costume da Wasp e iniziare a ronzare!"

Come riportato da Bleeding Cool, secondo Lilly i film Marvel si distanzierebbero dai film DC proprio a partire dal tono. L’attrice, durante il suo intervento, ha citato i film DC come un esempio di film di supereroi che tendono invece a “prendersi troppo sul serio”. L’attrice, come saprete, tornerà nell’UCM in Ant-Man and The Wasp.

Fonte: Badtaste.it

http://www.badtaste.it/2017/03/06/ant-man-...-marvel/226421/
Simba88
Ant-Man: un personaggio di Cars in uno dei concept non utilizzati

Una delle sequenze più efficaci di Ant-Man è un funambolico duello “in miniatura” tra Ant-Man e Yellow Jacket nella cameretta di Cassie. La sequenza con il trenino che viene ingigantito e scaraventato fuori casa è stata possibile grazie al possesso dei diritti sul personaggio Thomas the Tank Engine.

Ma cosa sarebbe accaduto qualora i diritti non fossero stati concessi? Una delle opzioni possibili, per i Marvel Studios, sarebbe stata quella di ripiegare su Cars, il franchise della Pixar con protagonista Saetta McQueen, come svelato da uno dei concept (nei quali appare Sceriffo) realizzati dal conceptual artist Andrew Kim:



Fonte: Badtaste.it

http://www.badtaste.it/2017/03/07/ant-man-...pt-cars/226539/
Simba88
CITAZIONE (Fra X @ 26/10/2016, 16:05) *
Sono veramente rimasto stupito del ringiovanimento digitale di Michael Douglas. ohmy.gif Non sapevo poi fosse stato operato anche su Jeff Bridges in "Tron legacy"! Aggiungiamoci pure lo Schwartzy fatto completamente al computer in TG... chissà se nei film si farà sempre più uso di ciò! biggrin.gif

Aggiungiamoci Robert Downey Jr. in Captain America-Civil War, Carrie Fisher (e Peter Cushing!) in Rogue One e, a quanto pare, Johnny Depp nel prossimo Pirati dei Caraibi!
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