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Disney Digital Forum _ Recensioni _ Ritorno al Bosco dei 100 Acri

Inviato da: kekkomon il 30/8/2018, 19:24

Recensioni qui!

Inviato da: nunval il 2/9/2018, 18:31

Oggi ho visto anche io "Ritorno al Bosco dei Cento Acri", ispirato alle storie di Winny Puh, ultima realizzazione Disney. è un film crepuscolare, ambientato in una Londra d'epoca malinconica e nebbiosa, ed ha un suo strano fascino. Certamente non è un film per bambini, troppi sono i riferimenti all'epoca e ai film originali ed ai romanzi di A. A. Milne perchè i piccoli spettatori possano divertirsi sul serio. Gli amanti di Walt Disney invece troveranno pane per i loro denti per la ricchezza di riferimenti, la bellezza degli animali di pezza ricreati in digitale e la chicca della sorpresa finale nei titoli di coda (sperando che i cinema non li oscurino) . Ottimo il doppiaggio italiano, curato dalla Royfilm (i bravi doppiatori li trovate sul sito di Antonio Genna) con una menzione particolare per la bravura di una fine scrittrice e dialoghista come la mia amica Laura Giordani i e di un direttore disneyano come Leslie la Penna, che hanno fatto un lavoro eccezionale nei tanti riferimenti ai doppiaggi originali di Roberto de Leonardis. Gli appassionati di Disney non dovrebbero perderlo.

Inviato da: nunval il 2/9/2018, 18:33

http://www.andreapaoneofficial.it/2018/09/02/ritorno-al-bosco-dei-100-acri/
Qui la recensione sul blog di Andrea Paone

Inviato da: Logan232 il 4/9/2018, 0:57

Visto oggi pomeriggio. E' un film nel complesso molto tenero e dolce, ma mi duole ammettere che ho preferito di gran lunga la prima parte alla seconda; nella prima funziona tutto: l'incipit malinconico, la vita adulta di Christopher Robin con i suoi problemi, persino il "pretesto" con cui Pooh lo reincontra e tutto quello che ne consegue.

La seconda parte, d'altro canto , quella che inizia da quando Christopher Robin ha salvato e riunito tutti gli amici e torna a Londra, si inceppa un pò. Non tanto nello svolgimento che comunque dà un pò di spazio all'altrimenti sottoutilizzata Madeline, ma nell'eccessiva superficialità con cui Evelyn si scontra e accetta la realtà di animali di pezza parlanti e come Christopher Robin salva il lavoro di tutti. Come fa a chiedere ad un'azienda in difficoltà economica di dare ferie pagate a tutti i dipendenti e di abbassare il prezzo di vendita dei propri prodotti sperando di aumentare i profitti perchè così più persone potranno comprare le loro valigie e, avendo più vacanze, avere un motivo per acquistarne? Mi risulta un pò troppo sempliciotto e assurdo anche per un film "per famiglie". Inoltre, capisco che il messaggio era di rallentare un pò nella vita adulta per godere delle piccole cose e di tenere vivo il bambino interiore, ma ho trovato un pò goffo che lui alla riunione finale coi capi se ne esca che la soluzione al problema dell'azienda è non fare niente. Ripeto, ho capito l'intento, ma l'esecuzione di come trasmetterlo mi è sembrata un tantino sgangherata.

Peccato però perchè secondo me la prima parte aveva apparecchiato un buon materiale, commovente e tenero, ma comunque niente di grave: resta un film molto godibile e dolce che consiglio, se non altro per l'interpretazione perfettamente centrata di Ewan McGregor smile.gif

PS: Che pena vedere un personaggio eternamente bambino come Christopher Robin perdere il padre nell'infanzia e poi andare in guerra subito dopo sposato non vedendo sua figlia fino al suo terzo compleanno sad.gif

Inviato da: LucaDopp il 8/9/2018, 16:14

Concordo sostanzialmente con Logan, e aggiungo che l'idea di fondo non è particolarmente originale. Mi ha ricordato molto Hook ad esempio (e non è un gran modello a cui ispirarsi). Inoltre i personaggi in CGI, per quanto ben realizzati, non mi sono piaciuti molto. L'espressività delle versioni animate non è stata trasposta (non che fosse possibile). Ho apprezzato invece la versione italiana, pressoché impeccabile.

Inviato da: Arancina22 il 9/9/2018, 15:53

Visto ieri.
Nel complesso concordo anch'io con Logan.
A me ha ricordato un po' più Saving Mr. Banks per l'idea del "salvataggio del padre".
Nel complesso un bel film, adatto alle famiglie ma anche con umorismo più adulto in certi punti. Un po' semplicistico e buonista a tratti. Punti di malinconia e commozione.
Punto di forza quello di tenere le voci classiche italiane, almeno quasi tutte (come mai Pimpi ha subito un cambio di voce)?

Voto: 8

In seguito, tornata a casa, ho rivisto il Classico e vi giuro che l'ho nuovamente adorato, soprattutto nei punti con De' Castor e durante il Ventodì a casa di Uffa col suo racconto Roftl.gif
Ad un'attenta analisi, io e il mio amico ragionavamo che ogni personaggio di pezza rappresenta un disturbo psicologico (demenza, ansia, narcisismo, depressione, iperattività...) Secondo voi è una cosa voluta da Milne?

Inviato da: Mad Hatter il 10/9/2018, 1:05

CITAZIONE (Arancina22 @ 9/9/2018, 15:53) *
Punto di forza quello di tenere le voci classiche italiane, almeno quasi tutte (come mai Pimpi ha subito un cambio di voce)?

Nessun cambio di voce. Luca Dal Fabbro doppia Pimpi dai primi anni 2000 se però hai nelle orecchie le voci italiane del lungometraggio Classico allora sì, è diverso perché in quel contesto il personaggio aveva la voce di Fabrizio Vidale (a sua volta diverso dal doppiatore della serie animata "Le nuove avventure di Winnie the Pooh" che era Roberto Stocchi"). yes.gif

CITAZIONE (Arancina22 @ 9/9/2018, 15:53) *
Ad un'attenta analisi, io e il mio amico ragionavamo che ogni personaggio di pezza rappresenta un disturbo psicologico (demenza, ansia, narcisismo, depressione, iperattività...) Secondo voi è una cosa voluta da Milne?

Interessante...anche se direi che si tratti più di aspetti caratterizzanti dei personaggi stessi, e non di una rappresentazione di un relativo disturbo psichico. Però bella lettura!
Se puoi, Carissima, ti consiglio di leggere i testi di Milne, a me non sono per nulla dispiaciuti rolleyes.gif


Inviato da: Grrodon il 13/9/2018, 23:55

Concordo con Logan. Presupposti magistrali e risoluzione povera. Il fatto poi che il mondo del Bosco risulti "reale" e accettato nel nostro senza alcuna spiegazione, metafora o ambiguità poi mi ha stonato molto. Non si capisce perché questo mondo esistesse tangibilmente, come mai lo visitasse solo Christopher. Ci voleva qualche sfumatura in più che potesse rendere tutto maggiormente interpretabile, poteva uscirne un capolavoro alla pari di Saving Mr Banks.

Inviato da: nicolino il 15/9/2018, 18:19

Concordo anche io con Logan.

Aggiungo una cosa: ho trovato troppo frettolosa e semplicistica la scena in cui Christofer Robin si confronta con la figlia sulle scalette, verso la fine del film. Doveva essere uno dei momenti più emozionati, il momento di redenzione per lui, in cui finalmente capisce di aver fatto una miriade di scelte di m... Ci si aspetta un bel dialogo, un bel discorso di scuse... invece la scena si risolve in tre secondi con un dialogo banalissimo.

Ho storto il naso anche quando Christofer Robin, reduce dal ritorno dal bosco dei 100 acri, vede figlia e moglie e, nonostante tutto, prende e torna a Londra a lavorare. Cioè ragazzi, qual è allora il senso del suo ritorno nel bosco? Non doveva essere l'elemento che gli fa ritrovare se stesso e la retta via? Ciò che gli fa cambiare idea sul fatto che deve smettere di trascurare la famiglia per il lavoro? Invece no, nonostante quello prende e parte.
Avrei preferito che strutturassero il film in modo tale che lui, appena uscito dal bosco, capisca esattamente dove stava sbagliando e agisse, cosa che invece fa solo quando si caca sotto perché la figlia è sparita (e grazie al cavolo!).

Ultima nota negativa: e BASTA, vi prego, con la solita storiella del padre che lavora troppo e che trascura la famiglia. Questo tema è stato proposto in MILLE film, non se ne può più. Film piacevolissimo, certo, ma ennesima occasione perduta per la Disney di fare qualcosa di memorabile.

Note super positive: la bravura di Ewan Mc Gregor (che però è triste vedere così invecchiato), la ricostruzione dei peluche e, soprattutto, il bosco: per un film così mi aspettavo ricreassero qualcosa di estremamente finto e infantile in stile Bella e la Bestia (dove ogni scorcio di paesaggio trasuda fintume e CGI), invece hanno costruito fondali credibili, semplici ma belli, con colori anche un po' cupi che suggeriscono sensazioni malinconiche e che ti distolgono dal pensare che lì dietro, in realtà, c'era un orrido e freddo green screen.

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