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> Gli Aristogatti, 20° Lungometraggio Animato Disney
Grrodon
messaggio 7/1/2006, 15:22
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Gli anni 70 iniziano con Gli Aristogatti, primo film prodotto nell'era post Walt. A dire il vero Walt aveva seguito il progetto nelle primissime fasi di lavorazione per lasciargli quell'impronta allegra e spensierata che contraddistingue le sue ultime opere. E infatti anche Gli Aristogatti si inscrive allegramente nella tradizione xerox anni 60/primi anni 70 presentando una storia di tramacce e strani incontri. Gli Aristogatti è il corrispettivo felino della Carica dei 101, che narrava di un rapimento di cani, e dopo l'illustre predecessore va considerato il secondo road movie della storia disney. Non si può parlare di veri e propri film di viaggio infatti, riferendosi a Il Libro della Giungla e Alice nel Paese delle Meraviglie, dove il vagare senza meta prevale sulla sensatezza del percorso. Quel che è certo è che il viaggio di Duchessa e gattini è un ottimo pretesto per presentare un serraglio parigino di tutto rispetto che spazia da oche ubriache a cani col complesso di Napoleone. Tutti personaggi assai ben caratterizzati, Romeo in primis, piacione irlandese che in italiano è stato felicemente romanizzato, e umani in secundis. Infatti nell'animazione dell'avvocato Hatecour, di Madame Adelaide e sopratuttto dell'antagonista più umano e tenero che si sia mai visto, il maggiordomo Edgar, i virtuosismi si sprecano, e le smatitate xerox non fanno che valorizzare il tratto degli animatori. Edgar, in particolare, è protagonista di uno dei primi esempi di sottotrama del cattivo, che si alterna a quella dei protagonisti mostrandoci il povero villain indaffarato a far sparire gli indizi che lo incriminano. Tutto questo non fa che avvicinarlo allo spettatore, rendendo Edgar il primo (e forse unico) antagonista "buono" della tradizione Disney. Peccato che in questo florilegio di caratteristi proprio Duchessa, la protagonista, penalizzata da una caratterizzazione alquanto insipida, appaia la meno simpatica.
La colonna sonora è opera prevalentemente degli onnipresenti fratelli Sherman, già autori di ogni possibile colonna sonora anni 60, che si tratti di classici, live action o musica da parchi, e si compone di quattro canzoni: The Aristocats presente nei titoli di testa "animati" che anticipano non colorate parecchie scene del film, l'infantile e melodica Scales and Arpeggios, Thomas O'Malley Cat, la presentazione di Romeo, ma soprattutto la splendida Ev'rybody Wants to Be a Cat, scena madre del film che propone l'incontro tra due mondi, quello dell'aristocrazia abituata alla musica classica e quello del jazz che nasce nelle strade, qui suonato da gatti randagi.
Alcuni accreditano come canzone anche She Never Felt Alone, breve monologo ritmato di Duchessa, forse quel che resta di un numero musicale tagliato.
Con Gli Aristogatti la Disney ricornferma il suo potercela fare anche senza Walt, forti di un'eredità accumulata in quarant'anni di animazione Disney.

http://www.elikrotupos.com/sollazzo/viewto...php?p=1044#1044

Messaggio modificato da kekkomon il 18/12/2013, 13:21


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GasGas
messaggio 8/1/2006, 3:38
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bellissima recensione wink.gif e concordo con penny su duchessa wink.gif
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Mad Hatter
messaggio 26/5/2009, 22:19
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Bellissima recensione grrdon!
Gli ARISTOGATTI è al terzo posto della lista dei miei csici Disney preferiti...
da piccolo lo guaravo anche due volte al giorno.
E il doppiaggio italiano modestamente Roftl.gif merita, eccome se merita..............


W MATIS, BIZET, MINOU, MADAME, EDGARD, GEORGE HATECOURT, FRU FRU, GROVIERA, ADELINA, GUENDALINA, ZIO REGINALDO, ROMEO, DUCHESSA, SCATTE CATTE E LA SUA BANDA GI GATTI RANDAGI, e tutti i personaggi del film che mi sono dimenticato di scrivere..... Innamorato.gif w00t.gif


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Simon
messaggio 26/5/2009, 22:41
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CITAZIONE (Tina Lattanzi @ 26/5/2009, 22:19) *
Bellissima recensione grrdon!
Gli ARISTOGATTI è al terzo posto della lista dei miei csici Disney preferiti...
da piccolo lo guaravo anche due volte al giorno.
E il doppiaggio italiano modestamente Roftl.gif merita, eccome se merita..............


W MATIS, BIZET, MINOU, MADAME, EDGARD, GEORGE HATECOURT, FRU FRU, GROVIERA, ADELINA, GUENDALINA, ZIO REGINALDO, ROMEO, DUCHESSA, SCATTE CATTE E LA SUA BANDA GI GATTI RANDAGI, e tutti i personaggi del film che mi sono dimenticato di scrivere..... Innamorato.gif w00t.gif


Quando ero piccolo mi piaceva un sacco Gli aristogatti!! Oggi invece è passato al di sotto della top ten, misà anche della top 20 eheheh.gif
Comunque è lo stesso stupendo!!


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Bartolomiao
messaggio 27/5/2009, 16:09
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Salve a tutti... sono nuovo..smile.gif

Questa è una rece che ho scritto tempo fa x gli Aristogatti...biggrin.gif

Classico n. 20 – Gli Aristogatti (1970)
The Aristocats – Voto: 8

Introduzione storica
Anno 1970: forse la situazione più difficile mai affrontata dalla compagnia Disney. L’ultimo Classico risale al 1967, ed è il leggendario Libro della Giungla, l’ultimo grande Classico diretto da Walt in persona, Walt che sarebbe venuto a mancare pochi mesi prima dell’uscita del Libro. Quindi, per la prima volta, la squadra di animatori Disney si trovò completamente sola nel lavorare ad un nuovo progetto, che avrebbe dimostrato al mondo come la Disney potesse andare avanti, con o senza Walt, e produrre ottimi lungometraggi anche senza l’ausilio del suo padre fondatore.
Inoltre, siamo negli anni successivi al 1968, anno dopo cui niente, anche nella Disney, sarà più lo stesso. E l’eco della rivoluzione culturale sessantottina si sente, a ben vedere, in entrambi i cartoni dell’epoca (Aristogatti e Robin Hood), anche se in modi completamente diversi, sui quali ritorneremo a tempo debito. Era finito ormai il tempo delle principesse sole in casa ad aspettare il principe dei loro sogni (vedi Aurora, Biancaneve, Cenerentola), e la visione dei personaggi femminili si amplia man mano di spessore psicologico; l’intrapendenza di Duchessa e, tre anni dopo, di Lady Marian, rispondono ad una società che adesso, dopo la rivoluzione culturale, esige ruoli femminili meglio caratterizzati e sono, dal punto di vista squisitamente disneyano, rivoluzionarie.

Chiavi di lettura
Gli Aristogatti, all’apparenza un “filmetto” di fronte alle vette raggiunte dall’era di Walt, si presta a diverse, interessanti chiavi di lettura.
Il film sembra, all’apparenza, una versione a quattro zampe di Alice, ovvero un viaggio di formazione da parte dei protagonisti, che li porterà, dopo diverse disavventure, al ritorno a casa e, quindi, al lieto fine. Il tema del viaggio lega questo classico al precedente “la Carica dei 101”, da cui sono riprese alcune strutture narrative, come, ad esempio, la caratterizzazione del villain (Edgar sembra direttamente ripreso dalla coppia Gaspare-Orazio, mentre manca un personaggio affascinante e squisitamente Waltiano come Crudelia de Mon, mancanza che pregiudica leggermente il film). La pellicola si snoda quindi, come Alice, in una serie di incontri, astrusi e spesso memorabili (Guendalina, Adelina, lo Zio Reginaldo, Napoleone e Lafayette per citarne alcuni), ma, a differenza di Alice, si ha sempre la sensazione che ogni tappa sia un avvicinamento al lieto fine e non, come nel Paese delle Meraviglie, un altro passo verso l’ignoto, il che contribuisce all’atmosfera solare del film.
La seconda, e forse più interessante, chiave di lettura del film, è legata più strettamente alla sua epoca, ovvero la rivoluzione culturale sessantottina. Ripassando la trama, gli Aristogatti sono una famigliola di gattini cresciuti della raffinatezza e nell’aristocrazia, amati e coccolati da un’anziana e ricchissima cantante d’opera in pensione, nell’ambiente scintillante della Belle Epoque parigina. Abbiamo la raffinata madre Duchessa, la piccola e bianca Minou, che studia da cantante, il nero Bizet, che suona il piano, e l’arancione Matisse, che dipinge alla maniera degli espressionisti e gioca a fare il “gattaccio di strada”. Dettagli che sembrano banali, ma che in realtà non lo sono.
Dicevamo quindi che i gattini, dopo essere stati istituiti eredi universali della padrona, Madame Bonfamille in un testamento reso davanti all’avvocato George Hautecourt e per caso origliato dal maggiordomo Edgar, che diverrà beneficiario alla scomparsa dei gatti, vengono fatti “sparire” da Edgar stesso (il “cattivo” del film) e si ritrovano in aperta campagna.
Vengono qui soccorsi da un gatto randagio (Romeo, er mejo der colosseo, doppiato con un simpaticissimo accento romano) e cominciano man mano a darsi da fare per tornare a Parigi, con l’aiuto di Romeo e mostrando di saper perfettamente adattarsi al mondo della strada.
L’abbandono dello stato, se così si può dire, aristocratico, è evidentissimo soprattutto dal punto di vista della colonna sonora e dei temi affidati ai vari personaggi; si passa infatti dall’opera delle prime scene (il ballo tra Madame Bonfamille e l’avvocato sulle note della Carmen), alla musica classica (Scales and Arpeggios nella celeberrima scena del pianoforte), allo swing (il tema di Romeo, er mejo der colosseo), fino alla scena che fa da culmine del film e momento di unione tra due mondi, la strada e l’aristocrazia, da sempre così lontani, mai così vicini. La storia della musica dall’Ottocento agli Anni Sessanta.
Si tratta dell’incontro con una banda di jazzisti amici di Romeo, capitanata da Scat Cat, un simpaticissimo gattone trombettista, e della jam session che i nostri improvvisano sulle note del pezzo più famoso del film: “Everybody wants to be a cat”; 5 minuti di grande animazione, in una fusione perfetta di jazz (Scat Cat Band) e musica classica (Bizet e il canto di Minou). E qui ritornano i colori dei gatti: il nero è il colore di Bizet e di Scat Cat, i due musicisti, che si assomigliano in modo incredibile: la fusione tra musica classica e jazz; l’arancione è invece il colore di Matisse e di Romeo; in fondo al suo cuore, dietro i veli d’un Aristogatto, anche Matisse non è che un “gattaccio di strada”.
La “scena madre” del film è però la successiva: Romeo e Duchessa si trovano sul tetto del “superattico” di Scat Cat e guardno insieme il cielo stellato, mentre si scoprono innamorati l’uno dell’altra. Il passaggio in cui Romeo le stringe la coda con la sua, mentre guarda le stelle riflettersi negli occhi di Duchessa, ha una semplicità, una tenerezza e un fascino degni della scena degli spaghetti di Lilli e il Vagabondo. Da notare qui che, nell’edizione originale, Romeo si chiama Thomas O’ Malley e ha origini irlandesi; tuttavia, quano nella traduzione italiana si sente Duchessa innamorata sospirare “O Romeo, Romeo” si ringrazia con un sorriso la genialità dell’adattatore Roberto De Leonardis, mentre sentiamo una lacrimuccia bagnarci le guance.
Il seguito è scontato: i gatti, con l’aiuto di Romeo e Scat Cat, tornano a casa, sconfiggono Edgar, e vivono finalmente insieme come un’unica famiglia. La fusione tra mondo dei ricchi e mondo della strada, già prevista quindici anni prima con Lilli e il Vagabondo, è finalmente compiuta, grazie anche all’amore tra Duchessa e Romeo.

Musiche e canzoni:
- The Aristocats
- Scales and Arpeggios
- Thomas O’ Malley
- Everybody wants to be a cat
- She never felt alone (cancellata nella versione definitiva)
La presenza del progetto di un progetto per la quinta canzone è una conferma della regola Dinsey delle 5 canzoni a film, regola istituita a partire da Pinocchio: è presente, come proprio in Pinocchio, una canzone per i titoli iniziali (The Aristocats); le tre canzoni presenti nel film sono cantate da personaggi diversi (Romeo, Minou, Scat Cat) e appartengono a diversi stili (classica, swing, jazz). Solo Thomas O’ Malley serve ad introdurre un personaggio della storia, mentre il dualismo Scales And Arpeggios-Everybody wants to be a cat riprende il dualismo musica classica-musica di strada che è un po’ uno dei temi centrali del film.

Voto: 8
Il film, pur essendo così profondo e oggettivamente divertentissimo, presenta alcuni limiti strutturali che non permettono una valutazione migliore di questa, che è senza dubbio una pietra miliare del mondo disneyano. Prima di tutto, la grafica segna un passo indietro rispetto a film come Sleeping Beauty (dovremo aspettare Taron per rivedere il Technirama in un film), e fa collocare quindi il film nel trentennio disneyano degli “animali parlanti”, quel filone che va, con l’eccezione di Taron, dal 1959 (Sleeping Beauty) al 1989 (La Sirenetta), con pochi prodotti di punta e un’attenzione rivolta soprattutto alle gag più che alla trama e alla psicologia dei personaggi. Secondo limite strutturale degli Aristogatti, e del Trentennio in particolare, è caratterizzato dalla mancanza di grandi Cattivi come quelli dell’era di Walt; l’auto-ironia dei cattivi (e all’inizio dei loro assistenti) inizia con Spugna già nell’era Walt, prosegue con Gaspare ed Orazio, ma è con Edgar che, per la prima volta, il personaggio che appare quasi (in questo caso troppo) “simpatico”, da cui deriva che il film sembra nel complesso non avere un cattivo credibile, limite assai grande per un Disney. Nel complesso, il film è, insieme a Robin Hood, il miglior prodotto del Trentennio post-Walt, ed è, per le ragioni ricordate, un prodotto che, quarant’anni dopo, rimane divertentissimo e gradevolissimo.
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Mad Hatter
messaggio 28/5/2009, 17:37
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Bella recesione Bartolomiao. clapclap.gif clapclap.gif

E benvenuto!! Saluto.gif


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Teo
messaggio 28/5/2009, 17:51
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Fantastica recensione!!! Complimenti, l'ho letta tutta in un fiato! Se ne hai della altre le leggeremo con grande interesse!


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Bartolomiao
messaggio 28/5/2009, 18:38
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Grazie.. blush2.gif

Sto lavorando a quelle di Pinocchio e Sleeping Beauty; appena l'uni mi dà un po' di fiato (metà giugno) le completo e le posto...smile.gif
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Mad Hatter
messaggio 29/5/2009, 15:11
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le aspettiamo... Saluto.gif


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brancalion
messaggio 12/7/2009, 19:57
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GLI ARISTOGATTI e' stato......è............e sarà sempre per me il CLASSICO PER ECCELLENZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! wub.gif wub.gif wub.gif wub.gif


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Simon
messaggio 14/7/2009, 0:29
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CITAZIONE (brancalion @ 12/7/2009, 19:57) *
GLI ARISTOGATTI e' stato......è............e sarà sempre per me il CLASSICO PER ECCELLENZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! wub.gif wub.gif wub.gif wub.gif


Aaaaaaaaaaaaaaahhhh, è il tuo preferito quindi!!?? post-6-1111346575.gif w00t.gif

Complimenti Bartolomiao!!


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brancalion
messaggio 14/7/2009, 11:17
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CITAZIONE (Simon @ 14/7/2009, 0:29) *
Aaaaaaaaaaaaaaahhhh, è il tuo preferito quindi!!?? post-6-1111346575.gif w00t.gif

Si si......per me e' il CAPOLOVORO WALT DISNEY w00t.gif Innamorato.gif Innamorato.gif wub.gif wub.gif


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Mad Hatter
messaggio 14/7/2009, 11:21
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Concordo con Simone2 eheheh.gif (brancalion eheheh.gif ) ......

Da piccolo mia nonna mi nutriva con Pane e Aristogatti !!!

eheheh.gif Saluto.gif


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brancalion
messaggio 14/7/2009, 11:29
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CITAZIONE (Tina Lattanzi @ 14/7/2009, 11:21) *
Concordo con Simone2 eheheh.gif (brancalion eheheh.gif ) ......

Da piccolo mia nonna mi nutriva con Pane e Aristogatti !!!

eheheh.gif Saluto.gif

Veramente eheheh.gif eheheh.gif...


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Mad Hatter
messaggio 14/7/2009, 11:30
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Si si... eheheh.gif eheheh.gif


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brancalion
messaggio 14/7/2009, 11:34
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Forte...


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Simon
messaggio 1/1/2010, 14:56
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Ebbene, ormai è un dato di fatto...ieri sera ho rivisto (non benissimo, perchè si parlava, ma comunque...) il film e...niente, non mi appassiona più come una volta, da piccolo invece come avevo già scritto mi piaceva tanto tanto. Ora invece è molto bassino in classifica rolleyes.gif


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Cheeky
messaggio 2/1/2010, 14:14
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Rivisto anche io l'altra sera e questo classico mi fa morire!!!!! Lo trovo simpaticissimo.
Tra le scene che preferisco sicuramente ci sono:
Il valzer tra Madame Adelaide e Hautecourt!!!
Scale e arpeggi;
La canzone di Romeo;
Le oche!!!! "Non siamo cigni, siamo oche!" Guendalina, Adelina e lo zio Reginaldo sono i personaggi più riusciti!!!!!
Tutti quanti voglion fare jazz, con un plauso speciale al gatto di Honk Kong che fa: "Facciamo clollale le paleti!!!" E vogliamo parlare di quando saltano e rompono tutti i piani?! Assolutamente da sbellicarsi!
E poi la scena finale quando Mme Adelaide dice che ha aperto la sua nuova fondazione, una casa di riposo per tutti i gatti randagi, da sotto arriva un fracasso e si vedono tutti i gatti, insieme alle oche e ai cani, che ballano e suonano biggrin.gif
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Mad Hatter
messaggio 6/6/2010, 10:02
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CITAZIONE (Simon @ 1/1/2010, 14:56) *
Ebbene, ormai è un dato di fatto...ieri sera ho rivisto (non benissimo, perchè si parlava, ma comunque...) il film e...niente, non mi appassiona più come una volta, da piccolo invece come avevo già scritto mi piaceva tanto tanto. Ora invece è molto bassino in classifica rolleyes.gif

Come mai?!? unsure.gif unsure.gif


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Lino
messaggio 8/6/2010, 15:30
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CITAZIONE (Bartolomiao @ 27/5/2009, 16:09) *
... Da notare qui che, nell’edizione originale, Romeo si chiama Thomas O’ Malley e ha origini irlandesi; tuttavia, quano nella traduzione italiana si sente Duchessa innamorata sospirare “O Romeo, Romeo” si ringrazia con un sorriso la genialità dell’adattatore Roberto De Leonardis....


avercene oggi, un altro così.....


CITAZIONE (Bartolomiao @ 27/5/2009, 16:09) *
...da cui deriva che il film sembra nel complesso non avere un cattivo credibile, limite assai grande per un Disney.

verissimo, soprattutto da quando i cattivi si sono messi a cantare.
Insisto : un vero "cattivo" non canta. Punto e basta.
Ve la vedete Malefica che si mette a saltellare e : " Con un fuso si pungeràààààààààà.........".
Ridicolo.
E il bello è che oggi gliel'avrebbero fatto fare.
Puah.
Puah, puah.

Messaggio modificato da Lino il 8/6/2010, 15:35


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Raperina
messaggio 8/6/2010, 19:06
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a me invece è piaciuto un sacco e mi piace tutt'ora a differenza invece di un altro classico con protagonisti animali e cioè: la carica dei 101... qualche tempo fa ho provato a rivederlo ma non sò come non mi piaceva nemmeno un po' e lo skippavo avanti senza pietà... i classici con animali da piccola li amavo, ora che sono più grande adoro quelli fiabeschi e le principesse vecchio stile restano impresse nel mio cuore happy.gif! Cmq continuo a preferire gli aristogatti ad altri classici con animali.


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March Hare = Lep...
messaggio 9/6/2010, 12:26
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CITAZIONE (Lino @ 8/6/2010, 15:30) *
avercene oggi, un altro così.....

Parole sante, caro Lino!!! clapclap.gif clapclap.gif clapclap.gif

CITAZIONE
verissimo, soprattutto da quando i cattivi si sono messi a cantare.
Insisto : un vero "cattivo" non canta. Punto e basta.
Ve la vedete Malefica che si mette a saltellare e : " Con un fuso si pungeràààààààààà.........".
Ridicolo.
E il bello è che oggi gliel'avrebbero fatto fare.
Puah.
Puah, puah.

Anche se, come ti dicevo qui, ...


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Lino
messaggio 9/6/2010, 13:34
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CITAZIONE (March Hare = Leprotto Bisestile @ 9/6/2010, 12:26) *
Anche se, come ti dicevo qui, ...

Hai ragione, sono sempre un po' impulsivo nei miei commenti su queste cose.......è cominciato un po' di caldo e già sale l'insofferenza... wacko.gif


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March Hare = Lep...
messaggio 9/6/2010, 17:34
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CITAZIONE (Lino @ 9/6/2010, 13:34) *
Hai ragione, sono sempre un po' impulsivo nei miei commenti su queste cose.......è cominciato un po' di caldo e già sale l'insofferenza... wacko.gif

Macché, non devi giustificarti di nulla. Il tuo pensiero è perfetto e difficilmente contestabile da chiunque, anche da chi ami alla follia i classici con i villains canori; trovo soltanto che le ragioni per far cantare i cattivi nei Disney moderni non siano sempre immotivate così come non lo erano neanche ai tempi belli quando -anche se molto più di rado e in maniera diversa- già succedeva.

P.S.: Su che note hai immaginato le parole "Con un fuso si pungeràààà"? eheheh.gif Io, non so perché, l'ho cantate immediatamente con la melodia di Wouldn't It Be Loverly da My Fair Lady ("All I want is a room somewhere" tongue.gif ).

Messaggio modificato da March Hare = Leprotto Bisestile il 9/6/2010, 17:36


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