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> La Disney adotta uno strumento per monitorare le sue sceneggiature per evitare pregiudizi di genere
Daydreamer
messaggio 8/10/2019, 8:47
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Creatività portami via. Non che ce ne fossimo accorti ma è una notizia che è bene riportare perché dà un quadro di ciò che potremo ritrovare nei film del futuro; è già un po' che l'arte ha ceduto il passo alla politica ma qui il panorama risulta ben tracciato. Sarà bene scordarsi film, specialmente favolistici, rispettosi di contesti, passatemi il termine, "storici" e i protagonisti saranno più che mai mescolati per etnia, genere ecc.

Da Inside The Magic via The Hollywood Reporter

Disney’s new tool will check its movie scripts for gender bias

As The Walt Disney Company continues to enhance its abilities to maintain gender equality in their own film and television shows onscreen, the conglomerate has decided to take another step forward by utilizing actress and activist Geena Davis’ new tool, which operates as a “spellcheck” for gender bias in movie and TV scripts.

Announced earlier this week at the New Zealand Power of Inclusion Summit, Disney will officially begin using the new “GD-IQ: Spellcheck for Bias” tool on all of their film and TV scripts going forward. The new tool is said to be an artificial intelligence-based tool that is capable of analyzing any script’s text to evaluate the number of male and female characters and if the breakdown is representative of the actual population.

The tool, which was developed by researchers at the University of Southern California Viterbi School of Engineering, is also said to be capable of evaluating how many characters are LGBTQ+, are people of color, have disabilities, and are people of other diverse groups that have been found to be underrepresented in media.

Speaking on the new partnership with Disney, Davis said: “I’m very proud to announce we have a brand new partnership with Walt Disney Studios using Spell Check for Bias.” “They are our pilot partners and we’re going to collaborate with Disney over the next year using this tool to help their decision making, identify opportunities to increase diversity and inclusion in the manuscripts that they receive. We’re very excited about the possibilities with this new technology and we encourage everybody to get in touch with us and give it a try.”

Davis explains that this new innovation is not focused on “shaming and blaming” those writing and creating but to instead reveal the unconscious bias and inequality that can sometimes make its way into stories–especially as it relates to specific roles in films. With the use of this new tool’s analysis, the hope is that data from the spell check will help creators refine scripts and projects in a way that no longer perpetuates various stereotypes and enhances representation overall.

“Nearly every sector of our society has a huge gender disparity, particularly in leadership positions,” Davis said. “So how long is it going to take to correct that, to reach parity? No matter how hard we work, we can’t snap our fingers and suddenly half the corporate boards are women. It’s going to take a long time to make some of these changes.”


Messaggio modificato da Daydreamer il 8/10/2019, 8:48


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Hiroe
messaggio 8/10/2019, 15:34
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Ma davvero serve un software per valutare la diversità in un film? Io credo che abbiano fatto in modo da scaricare il problema del politically correct ai creatori del tool...

È come dici tu daydreamer, è comunque una limitazione alla fantasia degli artisti. E poi si rischia di uniformare troppo le pellicole. Se Jennifer Lee diceva che i prossimi film saranno fatti nell'ottica della diversità e dell'inclusione, e pensa di risolvere il problema con questo tool, siamo a posto.


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Fulvio84
messaggio 8/10/2019, 15:48
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quante caXXate questi americani....


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theprinceisonfir...
messaggio 8/10/2019, 17:10
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Siamo nella follia più pura, oramai.
Limitare l'arte e la creatività per abbattere ogni rischio: una politica scellerata, castrante, infausta, dettata da ragioni in ultimo puramente commerciali, al fine di evitare il sollevamento via social delle minoranze etniche e dei cosiddetti Social Justice Warriors, pronti, questi ultimi, ad ergersi a paladini degli oppressi dietro ad una tastiera ed in relazione a faccende di mero costume, ma MAI a scendere concretamente in piazza per soprusi dilanianti.

La Disney non capirà mai che per essere davvero inclusivi non basta cambiare il colore della pelle a personaggi storicamente bianchi o inserire qua e la personaggi secondari pessimamente caratterizzati e contraddistinti unicamente dalla loro appartenenza ad una determinata etnia; servono STORIE pensate dalla nascita per essere interpretate dall'attore giusto, sia esso nero, asiatico o bianco, oppure la scrittura di sceneggiature appositamente dedicate a raccontare determinate vicende storiche o attuali di un determinato gruppo etnico.

Perché sui progetti originali può anche avere un senso questo tipo di vaglio, ma quanti se ne vedono all'anno in casa Disney? Nel 2019 non è uscito nemmeno un film originale...
Pertanto, se intendono applicare questa politica ai live action remake, come pare sia il caso per Biancaneve, credo che non venga fuori un'immagine di inclusione da Grimilde Nera, Biancaneve Asiatica e il Cacciatore ispanico, semplicemente una forzata accozzaglia che priva di senso e dignità la sceneggiatura, il soggetto, e gli attori.
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Fulvio84
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CITAZIONE (theprinceisonfire @ 8/10/2019, 17:10) *
Siamo nella follia più pura, oramai.
Limitare l'arte e la creatività per abbattere ogni rischio: una politica scellerata, castrante, infausta, dettata da ragioni in ultimo puramente commerciali, al fine di evitare il sollevamento via social delle minoranze etniche e dei cosiddetti Social Justice Warriors, pronti, questi ultimi, ad ergersi a paladini degli oppressi dietro ad una tastiera ed in relazione a faccende di mero costume, ma MAI a scendere concretamente in piazza per soprusi dilanianti.

La Disney non capirà mai che per essere davvero inclusivi non basta cambiare il colore della pelle a personaggi storicamente bianchi o inserire qua e la personaggi secondari pessimamente caratterizzati e contraddistinti unicamente dalla loro appartenenza ad una determinata etnia; servono STORIE pensate dalla nascita per essere interpretate dall'attore giusto, sia esso nero, asiatico o bianco, oppure la scrittura di sceneggiature appositamente dedicate a raccontare determinate vicende storiche o attuali di un determinato gruppo etnico.

Perché sui progetti originali può anche avere un senso questo tipo di vaglio, ma quanti se ne vedono all'anno in casa Disney? Nel 2019 non è uscito nemmeno un film originale...
Pertanto, se intendono applicare questa politica ai live action remake, come pare sia il caso per Biancaneve, credo che non venga fuori un'immagine di inclusione da Grimilde Nera, Biancaneve Asiatica e il Cacciatore ispanico, semplicemente una forzata accozzaglia che priva di senso e dignità la sceneggiatura, il soggetto, e gli attori.


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Daydreamer
messaggio 8/10/2019, 18:46
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CITAZIONE (theprinceisonfire @ 8/10/2019, 17:10) *
Pertanto, se intendono applicare questa politica ai live action remake... credo che non venga fuori un'immagine di inclusione ...semplicemente...


sintetizzo, 'na trashata unica mad3.gif


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winnie & pimpi
messaggio 8/10/2019, 19:37
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CITAZIONE (theprinceisonfire @ 8/10/2019, 17:10) *
Siamo nella follia più pura, oramai.
Limitare l'arte e la creatività per abbattere ogni rischio: una politica scellerata, castrante, infausta, dettata da ragioni in ultimo puramente commerciali, al fine di evitare il sollevamento via social delle minoranze etniche e dei cosiddetti Social Justice Warriors, pronti, questi ultimi, ad ergersi a paladini degli oppressi dietro ad una tastiera ed in relazione a faccende di mero costume, ma MAI a scendere concretamente in piazza per soprusi dilanianti.

La Disney non capirà mai che per essere davvero inclusivi non basta cambiare il colore della pelle a personaggi storicamente bianchi o inserire qua e la personaggi secondari pessimamente caratterizzati e contraddistinti unicamente dalla loro appartenenza ad una determinata etnia; servono STORIE pensate dalla nascita per essere interpretate dall'attore giusto, sia esso nero, asiatico o bianco, oppure la scrittura di sceneggiature appositamente dedicate a raccontare determinate vicende storiche o attuali di un determinato gruppo etnico.

Sbagliate a pensare che si tratti di politically correct, è sempre e solo una questione economica. Altrimenti si limiterebbero a mettere i neri nei ruoli marginali, come hanno sempre fatto. E poi, per coerenza, dovrebbero fare film con protagonisti omosessuali, anche quella è discriminazione, ma guarda caso questo al momento non è previsto.

Il fatto è che in realtà i bianchi sono la vera minoranza, essendo, se non sbaglio, solo l'11,5% della popolazione mondiale. Se prima questo 11% deteneva il 90% del potere d'acquisto, ora la realtà è cambiata, il continente asiatico cresce sempre di più, sia economicamente che demograficamente, così come l'Africa. In America già da qualche anno le nascite dei bambini bianchi sono inferiori a quelle dei bambini di altre etnie e sono destinate a diminuire sempre di più. Questo vuol dire che tra una decina di anni la maggior parte degli adolescenti americani saranno ispanici, neri, mulatti e asiatici.
La Disney non fa film per l'America bianca o per l'Europa(dove pure è prevista la scomparsa dei bianchi), ma per un pubblico mondiale.
Dato che il futuro è nello streaming, lo studio non vuole trovarsi un domani con una libreria di film di bianchi in un mondo multietnico, rischia di essere obsoleta.

the last days of a white world

per quanto riguarda la creatività, direi che in Disney è scomparsa già da parecchi anni, e non per il colore della pelle dei personaggi, ma sempre e solo per regole e schemi di marketing


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